Il #buongiorno di Giulio Cavalli
Un soldato armato sale a bordo nel buio. L’equipaggio con le mani alzate. Le comunicazioni interrotte. Il Mediterraneo, a 960 chilometri da Gaza, trasformato in acque di occupazione israeliana.
La Global Sumud Flotilla รจ stata abbordata nella notte. Mentre scrivo almeno 22 imbarcazioni intercettate, circa 50 sequestrate, 400 persone dichiarate «in arresto» dalla marina di Tel Aviv. Civili disarmati, in acque internazionali, puntati con laser e armi semiautomatiche, costretti a mettersi a quattro zampe a prua. Il portavoce Gur Tsabar ha detto ad Al Jazeera una parola: pirateria. La parola giusta.
Israele ha deciso che il Mediterraneo รจ suo. Un funzionario di Tel Aviv ha spiegato, senza imbarazzo, che le dimensioni della flottiglia, oltre cento navi e mille persone a bordo, hanno reso necessario intercettarla «a grande distanza». Piรน รจ grande la missione civile, piรน lontano si porta la violenza.
Antonio Tajani ha fatto sapere che la Farnesina ha chiesto «informazioni» a Israele. Come se non circolasse giร il video dell’abbordaggio, con il soldato che sale a bordo e gli attivisti a mani alzate. Come se l’Italia non avesse connazionali su quelle barche. La diplomazia si informa chiedendo spiegazioni all’aggressore: passeggero per caso che domanda ragguagli al pirata.
Solo la pressione civile funziona quando la politica รจ vigliacca. Mentre leggi queste righe le persone scendono in piazza, a Roma, a Milano, a Genova. Senza aspettare comunicati, senza aspettare il permesso di indignarsi. Sanno che il diritto internazionale รจ carta straccia finchรฉ rimane nei libri.

Nessun commento:
Posta un commento