mercoledì 29 aprile 2026

... attacco al Colle!! ...

“Non mi faccia fare il lavoro del presidente della Repubblica, altrimenti poi scrivete che io mi voglio sostituire a lui. Se vuole le offro un bicchiere di vino e le dico cosa ne penso personalmente, ma non è il mio ruolo dire cosa dovrebbe fare il Capo dello Stato. Così mi mette in difficoltà…”. É una dichiarazione indegna; Meloni risponde in modo sprezzante e polemico verso il presidente della Repubblica. Inoltre, ribadisce la sua fiducia a Nordio e scarica la responsabilità sulla magistratura che ha inviato i rapporti al ministero della Giustizia. La Magistratura di Milano, intanto, interviene e fa capire che facendo ulteriori indagini, qualora vi fossero nuovi elementi, potrebbe cambiare parere sul caso Minetti e esprimere una valutazione negativa. Questa, in sintesi, la giornata di ieri caratterizzata, a mio avviso, dal tentativo di Meloni di prendere le distanze dal Quirinale e salvare il suo ministro. Così mira a mettere in difficoltà il presidente Mattarella, anzi lo attacca, più o meno esplicitamente, su un tema importante come il potere di concedere la grazia. La cosa singolare è che questo attacco venga dal governo e quindi anche da Nordio, cioè da colui che, responsabile dell’istruttoria, ha inviato la domanda di grazia al Quirinale con parere positivo. In sostanza, sul caso Minetti, il governo ha deciso di aprire uno scontro con Mattarella per indebolirlo. É un azzardo politico, segno di nervosismo e di sbandamento. É un tentativo ignobile di rovesciare le carte e aprire un braccio di ferro istituzionale. D’altra parte non si può dimenticare che, solo pochi giorni fa, le tensioni tra il governo e il Presidente Mattarella si erano concentrate sul decreto sicurezza con il fermo intervento del Capo dello Stato a difesa della Costituzione contro il tentativo spudorato di pagare gli avvocati per trasformali in agenti delle politiche migratorie dell’esecutivo. Evidentemente, Meloni non dimentica e approfitta del caso Minetti per portare avanti il suo disegno politico. Ma i fatti sono chiari. Mattarella nel rispetto di una istruttoria fatta dal ministro Nordio ha firmato la grazia. Poi, quando sono emerse notizie che mettevano in dubbio quell’istruttoria non ha esitato a chiedere chiarimenti. Se i sospetti fossero confermati il risultato non potrebbe essere che quello di revocare la grazia, perché i fatti che la motivavano, che sono stati forniti da Nordio, semplicemente erano falsi. A mio avviso, Mattarella, in questo come in altri casi, ha tenuto un comportamento coerente e assolutamente trasparente che ne rafforza il ruolo super partes e il senso di equilibrio e di giustizia con cui lo esercita. É evidente invece che a dare le dimissioni dovrebbe essere già stato Nordio, un minuto dopo aver ricevuto la lettera del Quirinale, che a tutti gli effetti è un atto di sfiducia nei suoi confronti. Ma ora, a dare le dimissioni deve essere anche Meloni che ieri ha portato un attacco vergognoso il Presidente Mattarella. Lo ha capito Renzi che ieri ha chiesto esplicitamente a Meloni di togliersi di mezzo. Per una volta, sono d’accordo con lui. 

 Enrico Rossi.

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