Il buongiorno di Giulio Cavalli
Il Quirinale ha scritto al ministero della Giustizia. Vuole sapere se i fatti su cui si è fondato il decreto di grazia a Nicole Minetti, condannata per peculato e favoreggiamento della prostituzione, siano veri. La domanda viene da un'inchiesta del Fatto quotidiano: bambino uruguayano, adozione opaca, madre scomparsa, due avvocati morti che la procura di Garzón indaga per duplice omicidio. Nordio aveva firmato. Mattarella aveva firmato il 18 febbraio ma adesso chiede conto.
Alberto Nerazzini lavorava su criminalità e politica quando ha trovato negli atti della DDA il nome del sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove, socio della figlia diciottenne di Mauro Caroccia, prestanome del clan Senese, in un ristorante a Roma. Il 24 marzo si è dimesso. Fanpage ha mandato una giornalista infiltrata tra i ragazzi di Gioventù Nazionale finché non li ha ripresi a cantare «Sieg Heil» nelle sedi del partito, e la Commissione Segre ha acquisito i filmati. Nello Scavo di Avvenire, sotto scorta dal 2019, ha documentato gli incontri tra funzionari italiani e Bija, sanzionato dall'Onu, in un centro di accoglienza in Sicilia.
C'è chi guarda il dito e ce lo rivende come se fosse la notizia. Dice: uso politico dell'inchiesta. Dice: bisogna capire il contesto. Sono i moralisti del giornalismo, quelli che pontificano sul metodo mentre i fatti bruciano. Il giornalismo fa meno numeri dei video virali. Però modifica la realtà: un decreto in sospeso, un sottosegretario a casa, un cronista sotto scorta perché qualcuno temeva quello che scriveva. Sono risultati. Esistono.
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