Antonio Micciulli.
sabato 18 aprile 2026
... Roba da adulti!! ...
Mentre in Italia il dibattito politico è fermo a "la Meloni ha stretto la mano a Trump col gomito troppo flesso?" a Barcellona succede una cosa insolita: la sinistra mondiale si parla.
Abituati alla sinistra italiana che litiga sui social, si scinde in tre correnti per scegliere il font di un volantino e poi perde le elezioni spiegando che in realtà ha vinto "moralmente", fa davvero strano.
A Barcellona, convocati da Pedro Sánchez (quello che secondo alcuni non conta nulla) arrivano presidenti, premier e leader progressisti da mezzo mondo.
Non per fare la foto col pugno chiuso, ma per una cosa che in politica è diventata rarissima: coordinarsi.
Avete presente la destra internazionale?
Quella che si passa i meme, i consulenti, le bugie e pure i soldi?
Ecco. Stessa cosa.
Ma senza la nostalgia per il Ventennio e con qualche libro letto in più.
Tranquilli.
Non stanno rifondando l'Unione Sovietica. Non stanno abolendo la proprietà privata del vostro scooter del 2007. Non è una setta woke che vuole imporvi il tofu obbligatorio.
Stanno solo provando a dire che il mondo non è obbligato a scegliere tra gli USA e il nulla.
Che esiste un'alternativa all'idea che la democrazia sia una scocciatura e la politica estera un torneo di braccio di ferro tra ego ipertrofici.
Parlano di come tassare i giganti globali invece di tassare sempre gli stessi tre cristi e di come evitare che la politica diventi un reality show con missili veri.
Roba noiosa, insomma.
Roba da adulti.
Pedro Sánchez non è il leader perfetto, anzi.
Ma è uno che governa con una linea internazionale chiara. Senza spiegare ogni giorno che "ce lo chiede l'Europa" o che "non ci sono alternative".
E ora fa qualcosa che in Italia sembra fantascienza: usa il potere che ha per costruire, non per fare dirette Facebook.
Per questo a Barcellona non si celebra Sánchez come messia, ma come metodo: coordinamento invece di improvvisazione; politica invece di storytelling; visione invece di paura.
Il punto non è Trump.
Il punto è il dopo.
Chi dice "vogliono un'Europa anti-Trump" non ha capito niente.
Trump è solo il sintomo.
Il problema è un mondo dove la democrazia è opzionale e il futuro è sempre rinviato.
A Barcellona non stanno facendo il funerale a qualcuno.
Stanno tentando di scrivere il copione di qualcosa che viene dopo.
Ovviamente non è garantito che ci riescano.
Ma almeno ci stanno provando, insieme, invece di commentare il disastro sentenziando "ve l'avevo detto".
Se questa cosa vi infastidisce, è normale: la politica che pensa e coordina dà fastidio.
Soprattutto a chi vive benissimo nel rumore, nel cinismo e nell'idea che "tanto sono tutti uguali".
A Barcellona, per due giorni, qualcuno sta provando a dire che non è vero.
È già una bestemmia sufficiente.
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