lunedì 20 aprile 2026

... ricordando Ciro ...

Il libro, ovviamente fu solo un pretesto. Claudio Minetti — militante neofascista e figlio della compagna di Stefano Delle Chiaie — il 19 aprile 1979 entrava nella biblioteca popolare nella sezione del PCI di Torpignattara chiedendo un libro. Si tratta di una chiara provocazione. Trova Ciro Principessa, militante ventitreenne. Originario di una famiglia povera del napoletano, è il secondo di otto fratelli. Dopo un’adolescenza turbolenta e un processo per renitenza alla leva, Ciro si iscrive alla FGCI, dedicandosi con impegno alla militanza politica. Partecipa a iniziative per il miglioramento dell’area di Villa Certosa ed è proprio tra i promotori della creazione della biblioteca. Uno strumento importante per la formazione dei giovani in una zona proletaria dove non sempre è facile trasmettere determinati ideali. Quel 19 aprile Ciro svolge proprio l’attività di bibliotecario, e quando Minetti vuole in prestito un volume lui gli chiede di esibire un documento d’identità. Minetti finge di allontanarsi ma poi rientra e prova a portare via un libro. Ciro lo insegue e lo raggiunge ma Minetti estrae un coltello e lo colpisce al petto. Soccorso dai compagni della sezione, Principessa viene condotto in ospedale, ma ha una arteria rescissa. Muore dopo diverse ore di agonia. Claudio Minetti, già iscritto all’MSI e ad Avanguardia Nazionale, ventisette anni, cresciuto in una casa piena di ritratti di Mussolini e Hitler, viene viene giudicato parzialmente incapace di intendere e volere e condannato a dieci anni di manicomio criminale, pena successivamente ridotta a quattro anni di reclusione.

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