Giovanni Amendola - deputato, fermo oppositore del fascismo e promotore del manifesto degli intellettuali antifascisti, nonché padre di Giorgio Amendola - morì in Francia dove si era recato nella speranza di guarire dalle percosse subite in un attentato squadrista:
«Sappiamo di lavorare per una causa giusta, se anche noi dovessimo cadere non per questo la nostra lotta sarebbe meno giustificata e meno necessaria. Ma sappiamo anche che la causa giusta per cui lottiamo coincide con le necessità e le ragioni della vita che alla lunga prevalgono sopra qualunque calcolo artificioso dell’uomo».

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