Lorenzo Tosa.
giovedì 9 aprile 2026
... uno stronzo col ciuffo! ...
La notizia che tutto il mondo voleva sentire è arrivata alla mezzanotte e 34 minuti ora italiana.
Donald Trump ha smentito in modo plateale e imbarazzante sé stesso e con l’ennesimo penultimatum e ha rinviato di due settimane ogni minaccia di “cancellazione di una civiltà”.
Stati Uniti e Iran hanno appena firmato il cessate il fuoco, che durerà per due settimane a partire da stanotte e prevede, tra le altre cose, la sospensione immediata dei bombardamenti da parte di Usa e Israele in Iran e anche in Libano e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Doveva essere la notte della “devastazione totale”.
È diventata la notte della fine di un incubo mondiale.
Ma pure della figura più imbarazzante e il più grande fallimento di Donald Trump da quando è alla guida degli Stati Uniti, in quella che la tv di Stato iraniana definisce già una “ritirata umiliante”.
Tutti (o quasi) i punti imposti da Teheran sono stati accettati.
La garanzia che l’Iran non venga più attaccato (e vedremo se e quanto durerà)
La fine degli attacchi israeliani in Libano.
La revoca di tutte le sanzioni.
La fine di tutti i combattimenti regionali contro gli alleati iraniani.
Tutto in cambio di Hormuz, per altro riaperto a costo di un salatissimo pedaggio.
La verità è che Trump non aveva la più pallida idea di come uscire dal pantano in cui si è cacciato con le sue mani, e ha finito per accettare le peggiori condizioni possibili e uscirne da sconfitto pur di potersi definire vincitore.
Siamo di fronte alla tragedia di un uomo ridicolo, che per nostra disgrazia tiene il mondo appeso ai suoi deliri e ai suoi capricci.
Per gli Usa è la notte dell’umiliazione nazionale.
Per il mondo è una notizia straordinaria.
In una sola notte è cessata (per ora) la guerra e forse è finito pure Trump e il trumpismo.
Ma non i suoi deliri e le sue catastrofi. Per quello ci vorrà tempo.
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