Bellissime le parole con cui la sindaca Salis ha spiegato le motivazioni di questo riconoscimento:
“Non è un semplice atto formale, ma un abbraccio della città a un uomo che non è nato qui, ma ha respirato l’aria dei nostri caruggi e della nostra testardaggine di Genova per molto tempo.
A pochi giorni dal 25 aprile, è anche un modo per onorare il cuore pulsante della nostra democrazia.
Pertini non è stato solo il presidente più amato, è stato un partigiano, un uomo che ha conosciuto il carcere e il confino, che non ha mai abbassato la testa di fronte alla dittatura.
Negli anni del confino, mentre il regime cercava di spegnere la sua voce, Pertini condivideva con i padri fondatori dell’Europa unita il sogno di un continente libero, non un tecnicismo politico ed economico, ma una necessità storica per evitare che le gelosie nazionali tornassero a insanguinare il mondo. E la storia dimostra sempre di più quanto avesse ragione. Il giorno del suo insediamento al Quirinale, pronunciò questa frase memorabile:
‘Si svuotino gli arsenali, si colmino i granai”. Genova non dimentica il suo presidente”.
Da un genovese tra i tanti, grazie.
È l’ennesimo atto di questa sindaca di cui sono orgoglioso, alla faccia di chi la giudica da una copertina, senza aver mai aperto il libro.
Lorenzo Tosa.

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