giovedì 16 aprile 2026
... coraggio, gioggia!! ...
Giorgia, so che adesso fa male. Un male cane, soprattutto la mattina quando apri il telefono e non c'è un suo messaggio ad augurarti il buongiorno con aquile e bandiere. Nessun nickname affettuoso. Nessun Epstein file in chat.
So che non è stato facile. Che ti è costato molto.
Hai dovuto scegliere tra lui e la tua dignità, e per farlo hai prima dovuto trovarla la tua dignità. E quella birbante, lo sappiamo, si nasconde.
Ti mancano le sue attenzioni. Ti mancano le telefonate, i summit, quelle foto dove sembrava che ti guardasse come se fossi l'unica leader populista al mondo. Ti mancano le sue mani piccolissime sul tuo corpo. Quelle mani, quello sguardo, quell’odore di bagno di fast food che ti faceva sentire diversa. Che ti faceva sentire speciale.
Ma adesso è finita.
Era l’oro e adesso è come l’Hormuz.
Chiuso.
La tentazione di tornare da lui è forte, non negarlo. Di mandargli un messaggio. Solo uno. Solo per dirgli che ci sei, che lo pensi, che l’Italia ha bisogno di lui. Che tu hai bisogno di lui.
Basterebbe poco. Un cuoricino a una foto di lui che cura i lebbrosi. Un like a un meme dove abbraccia Gesù. E lui tornerebbe da te. Ma devi essere forte.
Sparlano sui social. Dicono che sei coraggiosa per convenienza, che hai fatto la voce grossa solo quando era sicuro farlo, quando anche Parigi, Berlino e Madrid si erano già mosse e tu potevi seguire il gruppo simulando leadership.
Tu lasciarli parlare. Sono solo invidiosi. Non sanno quanto è difficile fare la cosa giusta per i motivi sbagliati. Non sanno quant’è difficile prendere la rincorsa per saltare sul carro dei vincitori.
Dicono che l’hai fatto per recuperare punti dopo la sconfitta al referendum, che stai cercando di riposizionarti, che stai provando a smarcarti da quel sovranismo che ti ha messo dove stai.
Ma io ti dico: non tradirti. Non dimenticare chi sei. Non scordare cosa hai fatto e cosa puoi fare.
Non buttare le felpe di Atreju.
Perché ti prometto che anche se sembra ancora lontano, un giorno questo dolore, questa sofferenza finirà.
E tu starai di nuovo bene.
Benino.
Benito.
E nei momenti bui, Giorgia, ricordati quello che ha osato dirti.
Che sei debole, che non hai coraggio.
Tu, senza coraggio.
Una persona senza coraggio lavorerebbe nella stessa stanza con Nordio adesso che le giornate diventano più calde?
Una persona senza coraggio sarebbe stata capace di addestrare un Salvini al punto da farlo diventare bipede in appena mezza legislatura?
Una persona senza coraggio nominerebbe a Ministro della Difesa un busto del Duce che crede di essere un bambino vero?
Io non credo.
Giorgia, verranno tempi duri, tempi in cui ti sentirai sola, tempi in cui avrai perso i punti di riferimento e proverai la sensazione di essere in balia di un destino avverso e ovunque ti volterai vedrai persone che vogliono approfittarsi di te.
Ma io ti dico solo una cosa: resisti.
Resisti, Giorgia.
Come?
Cosa vuol dire resistere?
È tipo quello che facciamo noi ogni giorno.
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