di Raffaele Crocco
Il 25 aprile è “Bella Ciao”. D’accordo, è anche tante altre cose il 25 aprile. Soprattutto, però, è “Bella Ciao”. È una canzone bellissima. Se ci pensate, è la canzone di chiunque e di tutti. Non ha un autore certo, è stata probabilmente creata da più persone, in momenti vicini, ma differenti. Non è di nessuno, quindi. Non c’è chi possa dire: è mia. È una canzone libera e di libertà. Canta la libertà. La canta così bene da essere diventata un inno mondiale. Se ne conoscono almeno 70 differenti versioni, in altrettante lingue. La cantano in Africa, durante le mobilitazioni. Viene cantata in America del Sud, in Europa. La cantano a Gaza, per respingere l’invasore israeliano.
È una canzone di liberazione, “Bella Ciao”. Non è in alcun modo una canzone rivoluzionaria, non chiede, invoca o sogna un mondo particolare. No: dice solo che si deve e può lottare contro chi invade una terra non sua, negando la possibilità di essere ciò che siamo. Questo è un passaggio che mi affascina, perché mette in luce le contraddizioni di chi – soprattutto in Italia – non ama questa canzone.
Cerco di spiegarmi.
Se vogliamo, anzi anche se non lo vogliamo”, “Bella Ciao” è una canzone patriottica. Parla della scelta di andare a combattere per cacciare un invasore, uno straniero che arriva per opprimere. Tenuto conto della retorica patriottica dei fascisti e della destra conservatrice in questo Paese, “Bella Ciao” dovrebbe essere il loro inno. Chi meglio di chi si definisce “vero patriota” – e fascisti e la destra conservatrice continuano a ripetere di essere tali – dovrebbe cantare una canzone nata per opporsi all’invasione di uno straniero, in questo caso l’occupazione nazi-tedesca dell’Italia fra il 1943 e il 25 aprile del 1945? Nessuno, verrebbe da dire.
Invece… invece, la storia è diversa.
È diversa, perché storia e canzone svelano la vergognosa e vigliacca menzogna del patriottico fascismo italiano.
Ormai lo sappiamo: il fascismo – e la destra conservatrice che da sempre si allea con esso – non è un ideale, ma un comportamento, un’attitudine al furto – di potere, ruolo, ricchezze, prestigio – messo in atto con la violenza. Di conseguenza, come si arriva a conquistare e conservare il potere al fascista non frega nulla. Il fascismo è abituato a svendere i propri ideali in nome del potere personale, lo ha sempre fatto. Ce lo racconta la storia.
Nel 1919, il fascismo nasce repubblicano, anticlericale e dalla parte dei lavoratori. Arrivato al potere grazie alla convergenza di interessi con la destra conservatrice e con il re, abbandona tutti gli ideali sin lì propagandati e per rimanere in sella – compiacendo al re, non cacciandolo per creare una repubblica – crea un impero e sottoscrive con il Vaticano i Patti Lateranensi. Nel 1943, altra giravolta. Per tornare ad avere un qualche potere, Mussolini e il fascismo rinnegano i loro 21 anni di dittatura monarchico-clericale e creano una piccola e sgangherata repubblica, quella di Salò, accettando due situazioni poco coerenti con il loro “patriottismo”. La prima è l’invasione tedesca della penisola, che non combattono, ma anzi aiutano e favoriscono. Per effetto di questa, saranno migliaia i patrioti italiani uccisi dai nazisti e dai loro servi in camicia nera. La seconda è la cessione del Trentino Alto Adige della Venezia Giulia ai tedeschi. Quelle due terre, ricordiamolo, dal 1943 furono amministrate direttamente dal Reich, cioè da Berlino.
Questo è il volto vero del fascismo. Nato e alimentato dalla retorica irredentista e nazionalista pre e post Prima Guerra Mondiale, il fascismo e Mussolini accettarono di cedere ai tedeschi le terre che erano state annesse all’Italia grazie al sacrificio di 600mila giovani. Le terre cosiddette “irredente” che avevano portato alla grande carneficina del 1915 – 1918, erano state cedute in un attimo, in cambio del ridicolo potere personale avuto con la Repubblica Sociale Italiana.
Il fascismo è da sempre opportunista, vigliacco e anti patriottico. Per questo è impossibile che ai fascisti italiani e di tutto il Mondo piaccia “Bella Ciao”. Svela la menzogna. Smaschera la loro codardia. Mette in luce il loro essere meschini e opportunisti, oltre che violenti. Noi, “Bella Ciao” la canteremo e la cantiamo ogni giorno. Ci servirà per ricordarci che dobbiamo resistere. Ci aiuterà ad alimentare la battaglia politica contro l’ennesimo “decreto sicurezza” votato alla Camera il 23 aprile. Un’altra volta, il Parlamento ha votato una legge pensata non per combattere la criminalità, ma per mettere a tacere la protesta, l’opposizione e per discriminare gli stranieri che vivono in questo Paese. Una legge pessima, antidemocratica e contro i diritti umani. Resistere a queste ingiustizie l’unica cosa sensata che, come cittadini democratici, possiamo fare.
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