“Io rifarei l’omaggio ai partigiani e ai caduti della Repubblica di Salò.”
Ma davvero? Equiparare chi ha combattuto per liberare l’Italia dal fascismo e dal nazismo con chi ha scelto di stare dalla parte degli occupanti tedeschi e di Mussolini fino all’ultimo è un insulto alla storia, alla memoria e alla coscienza di questo Paese.
Il 25 Aprile non è il giorno della “riconciliazione” tra vittime e carnefici.
È il giorno in cui l’Italia disse basta al fascismo. Punto.
Chi oggi cerca di annacquare questa verità, di sfumare i confini tra Resistenza e collaborazionismo, non sta facendo “pacificazione nazionale”.
Sta facendo revisionismo storico puro e semplice.
La Russa, con questa frase, ha sputato sulla tomba di migliaia di italiani che morirono per la libertà. Anche la sua.
Povera e disgraziata Italia
Il “fascio”, si sa, perde il pelo ma non il vizio.
La Russa, SECONDA carica dello stato, ha ribadito oggi le sue tesi amene: “Il 25 aprile rifarei l'omaggio ai partigiani e poi ai caduti della Repubblica di Salò, serve pacificazione".
Come no. Contaci. Lui non vuole “pacificazione”: vuole “parificazione”. E parificare partigiani e fascisti è un abominio che può piacere solo a ignoranti, scemi, repubblichini fuori tempo massimo o furbacchioni senza scrupoli. La Russa, di sicuro, non è né ignorante né men che meno scemo. A voi le conclusioni.
Avere una seconda carica dello Stato come questa può lasciare sereni e indifferenti, o addirittura felici, giusto gente come Fiorello.
Che tempi miserrimi che stiamo vivendo.
Andrea Scanzi.


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