
L’Unione Europea ha deciso di non sospendere l’Accordo di Associazione con Israele, nonostante oltre un milione di cittadini abbiano chiesto formalmente di farlo e alcuni paesi, come la Spagna, si siano detti favorevoli. Al Consiglio dei ministri degli Esteri in Lussemburgo non è stata presa alcuna decisione concreta: i rapporti economici, politici e scientifici con Israele restano intatti. La motivazione ufficiale è che “non ci sono le condizioni politiche e numeriche”. Tradotto: c’è il veto di alcuni paesi.
In particolare Italia e Germania.
Il governo italiano si è schierato chiaramente contro la sospensione degli accordi, col ministro Tajani che come al solito ha espresso parole degne del peggiore cerchiobottista, parlando di eventuali “sanzioni individuali” come se non fosse l’intero stato israeliano con tutte le sue massime cariche a essere colpevole di quello che accade.
Al fianco dell’Italia troviamo la Germania di Mertz e l’Ungheria, col nuovo governo, non ancora insediato, filo-israeliano almeno tanto quanto il vecchio. Il risultato è evidente: mentre Israele continua a violare sistematicamente il diritto internazionale e le risoluzioni ONU, mentre compie crimini contro l’umanità a Gaza, in Cisgiordania e in Libano, gli accordi restano, le collaborazioni continuano, i flussi economici non vengono toccati.
Il nuovo asse “italo-tedesco”, come lo hanno chiamato i giornali, è come quello degli anni Trenta: sempre dalla parte sbagliata della storia.
Ci hanno solo preso in giro: nei fatti continuano a coprire Netanyahu.
L’Italia aveva l’occasione di schierarsi politicamente per stoppare gli accordi fra Israele e Unione europea. Invece no, ha scelto ancora una volta di proteggere il governo israeliano. "È stata definitivamente accantonata la proposta di sospendere l'accordo commerciale con Israele” ha specificato il Ministro Tajani, per cui il diritto internazionale vale fino a un certo punto.
Nonostante il genocidio a Gaza.
Nonostante 20mila bambini uccisi.
Nonostante gli attacchi illegali di Israele a stati sovrani, che stanno provocando morte e distruzione, calpestando il diritto internazionale.
Nonostante gli enormi danni economici che le guerre illegali di Israele stanno provocando alle famiglie e alle imprese italiane.
Nonostante gli spari sui mezzi dei nostri caschi blu.
Torneremo in piazza per dire sì a un’Italia diversa. Con tutta la nostra passione e partecipazione. Insieme.
Giuseppe Conte.
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