martedì 23 gennaio 2024

... Ciao, Rombo di Tuono! ...

"Un giorno sono al ristorante, entra Gigi Riva e mi fa: 'Fabio, di chi è la macchina fuori?' RIspondo: 'E’ la mia'. Ero tutto fiero, una Saab cabrio. Lui: 'Con che soldi l’hai presa?' Ed io: 'Con quelli che mi date voi'. Era il primo stipendio, avevo speso tutto. Riva mi dice: 'finisci di mangiare e vieni con me'. Usciamo, andiamo dal concessionario e Riva fa: 'Riprenditela, non è una macchina per un ragazzo di vent’anni'. Quello mi ridà i soldi in contanti e Gigi mi porta da un altro concessionario. 'Una Golf è più adatta a te'. Che uomo, che lezione mi diede."

Fabio Poli 🗞️ 
La Gazzetta dello Sport 

Questo era Gigi Riva, riposa in pace Campione.

lunedì 22 gennaio 2024

... AH, Milei, Milei !!! ...

Nemici di classe. 
Ad ascoltare il presidente argentino Milei al Word Economic Forum di Davos pare che lui e quelli come lui vivano in un’altra dimensione spazio-temporale o su un altro pianeta. Secondo l’ennesimo servo di banchieri, finanzieri e capitalisti di ogni risma, infatti, il mondo è in pericolo a causa del socialismo e dell’ambientalismo, pensate un po’… E ha chiamato alle armi tutte le destre, i capitalisti, i ricchi, per schiacciare il socialismo. Ma dove sta il socialismo? Milei fa finta di confondere il socialismo con il modello di stato sociale dell’Europa che ha garantito protezione e prosperità per i lavoratori. Milei è espressione di quella destra politica che insieme ai poteri economico-finanziari vuole distruggere quel che resta delle garanzie e dei diritti per i più deboli, scritti nelle costituzioni europee principalmente. E vuole chiudere immediatamente la stagione della transizione ecologica che ancora troppo timidamente si affaccia in Europa, per avvantaggiare petrolieri ed estrattori di gas. Quel che è peggio è che queste stesse idee sono condivise anche dalla destra europea, a partire da quella di casa nostra. Talmente patrioti da rispondere agli ordini di americani e mercati finanziari... Intanto Milei nella sua Argentina sta già iniziando ad affamare il popolo, a tutto vantaggio di multinazionali e super ricchi. Noi non consentiremo che si faccia lo stesso in Europa. 
#AlleanzaVerdiSinistra #SinistraItaliana #TaxTheRich #Patrimoniale
Nicola Fratoianni.

domenica 21 gennaio 2024

... questa "Destra 2" ...

Sul premierato la #Meloni cambia tutto: si vota alla prima sfiducia. Cosa si nasconde dietro il vertice segreto tra Meloni e i suoi fedelissimi a palazzo Chigi? Secondo alcune indiscrezioni raccolte da Il Fatto Quotidiano, la presidente del Consiglio avrebbe convocato alcuni esponenti di spicco del suo partito, tra cui il presidente del Senato La Russa oltre ai sottosegretari Fazzolari e Mantovano, per discutere di una delicata questione: la riforma del premierato. La Meloni, infatti, vorrebbe introdurre alcuni cambiamenti al ruolo e ai poteri del capo del governo, per renderlo più forte e autonomo rispetto alle forze politiche che lo sostengono. In particolare, la presidente vorrebbe avere la possibilità di sciogliere le Camere in caso di crisi di maggioranza, potere che attualmente è nelle mani del presidente della Repubblica, limitando così anche i suoi poteri. Anche se come scrive il Fatto alcuni esponenti avrebbero ipotizzato uno scontro nella maggioranza, la premier avrebbe risposto che: "Gli accordi erano chiari: questa è la nostra riforma, la Lega ha l'autonomia e Forza Italia la Giustizia". Questo è in chiare lettere il Governo Meloni. Spartizioni di potere, prevaricazione sui partiti, diminuire i poteri del capo dello Stato, così da non avere più interferenze politiche, “La donna sola al comando”. 

 #pasqualepenza #dallapartegiusta #m5scamera #melonidonnasolaalcomando

... questa "Destra" ...

Quando l'Ungheria si oppone all'invio di soldi per Zelensky si mettono sull'attenti e fanno di tutto per studiare e mettere in campo misure coercitive. Addirittura Giorgia Meloni si è mossa personalmente per convincere Orban a votare a favore dei 50 miliardi per Kiev. Quando invece si tratta di una nostra connazionale, Ilaria Salis, detenuta in condizioni disumane senza accuse solide ma solo perché antifascista, la donna, madre e cristiana non risponde nemmeno agli appelli della famiglia oltre a non dire una sola parola per riportarla in italia. Nemmeno quei sottosviluppati che stanno nelle istituzioni Europee, quelli che dicono di difendere i diritti umani in giro per il mondo, si esprimono su questa vicenda nonostante si stia violando ogni singolo diritto umano di Ilaria. Se Ilaria fosse detenuta in Russia o in Iran pensate che avrebbero lo stesso comportamento? No, a quest'ora ci sarebbe indignazione politica a reti unificate. Maledetti ipocriti! Ilaria è stata arrestata a febbraio 2023 e accusata per aver aggredito due neonazisti. È stata arrestata il giorno dopo in un taxi e questo dimostra che era pedinata. In tutto questo arco di tempo i "sovranisti" non hanno avuto il coraggio e l'autonomia per riportarla indietro. Evidentemente Giorgina è più impegnata a fare photo opportunity in giro per il mondo... L'ha detta giusta il ministro degli esteri Russo qualche giorno fa: "l'Italia (e quasi tutto l'occidente ndr.) hanno votato contro la risoluzione che condanna il nazismo. Il fatto che negli ultimi due anni questi Paesi abbiano votato contro una Risoluzione che si propone di impedire la rinascita del nazismo ci induce a una seria preoccupazione e ci costringe a riflettere su quale direzione stiano prendendo certi processi ideologici in corso non solo in questi Paesi, ma in generale in tutto l’Occidente." Meloni bolla le parole di Lavrov come propaganda, ma la realtà ci dice esattamente un'altra cosa. E personalmente non mi sento di dare torto a Lavrov perché i fatti ci dicono esattamente che la politica occidentale è impregnata di nazismo e nazisti. Lo abbiamo visto in Ucraina, lo vediamo in ciò che fa Israele e lo vediamo nel caso di Ilaria. 
T.me/GiuseppeSalamone Giuseppe Salamone Giuseppe Salamone

sabato 20 gennaio 2024

siamo a questo punto? ...

La NATO esorta i civili a prepararsi alla guerra con la Russia entri i prossimi 20 anni. I civili dovrebbero prepararsi a una guerra totale con la Russia nei prossimi 20 anni, ha dichiarato il capo del comitato militare della NATO, Rob Bauer, secondo quanto riportato dal Telegraph. "Dobbiamo renderci conto che la nostra esistenza pacifica non è scontata. Ed è per questo che dobbiamo prepararci a un conflitto con la Russia. Dobbiamo essere pronti a tutto. Dobbiamo creare un sistema che ci permetta di addestrare più persone in caso di guerra, che si verifichi o meno", ha detto Bauer. O INIZIAMO A VOTARE PARTITI CONTRARI ALLA NATO OPPURE DIVENTEREMO TUTTI (il 95% meno ricco) CARNE DA CANNONE! 
#EuropeForPeace 



 Era uno di quelli che erano certi della vittoria dell'Ucraina? .....che le sanzioni avrebbero portato al fallimento della Russia?....chela guerra sarebbe stata breve e che si sarebbe conclusa con la resa della Russia?......E QUANTE BARZELLETTE CI VORREBBERO FAR CREDERE QUESTI SIGNORI?

venerdì 19 gennaio 2024

... criminalità servente ...

Criminalità servente nel caso Moro (2018) 

/ Da quando Report ha meritatamente riportato all'attenzione dell'opinione pubblica (e di chi continua a negare gli innumerevoli fatti che raccontano un'altra storia sul sequestro e l'omicidio Politico che ha cambiato il nostro Paese per sempre), ricevo messaggi privati che mi ringraziano per il lavoro da me svolto negli ultimi anni e che mi chiedono perché non sono stata citata perché non sono stata intervistata. Rispondo: è la stampa bellezza, ma i lavori fatti e quelli a venire portano una data e quella data non si cancella, così come le date dei lavori di altri che anche ben prima di me hanno svolto un lavoro enorme su quei 55 giorni della nostra Prima Repubblica. Giorni che hanno ancora come si è visto dalle reazioni del Paese molta importanza perché? Perché vanno a incrociarsi con la storia politico-criminale e con la geopolitica di ieri e di oggi. Ora posterò una sequenza di fatti che hanno riguardato il mio lavoro e che non si limitano allo scoop sul collaboratore di giustizia Filippo Barreca fatto nel 2020 e portato alla luce da Report Domenica sera. Questa è la storia che a esempio riferisce Francesco Fonti un altro collaboratore di ndrangheta pubblicata la prima volta da L?Espresso nel 2009 e che nel mio libro ho sviluppato. Questa l'agenzia dell'Ansa che anticipava l'uscita del settimanale. In Criminalità servente svelo perché il ruolo mancato di Fonti apre uno spartiacque sul rapimento, spartiacque di cui anche Signorile parla a Report. MORO: FRANCESCO FONTI, TUTTI SAPEVANO DI VIA GRADOLI MORETTI PAGATO DAL VIMINALE PER MANTENERE IL SUO SILENZIO (ANSA) - ROMA, 22 SET 2009 - Francesco Fonti, il pentito della 'ndrangheta che ha permesso di individuare sui fondali a largo della Calabria le 'navi dei veleni', fa nuove clamorose rivelazioni pubblicate sul sito de ''L'Espresso''. Una testimonianza in prima persona raccolta da Riccardo Bocca che da anni segue le rivelazioni del pentito che ora getta nuova luce sui retroscena della vicenda Moro. Fonti fu inviato dalla 'ndrangheta a Roma il 20 marzo del '78 chiamato da Riccardo Misasi e Vito Napoli. Incontra il segretario della Dc Benigno Zaccagnini e si rende conto che molti personaggi della banda della Magliana sanno che Aldo Moro, e i suoi rapitori sono in via Gradoli. ''Come e' possibile, mi domando, che tutta la malavita di Roma sia al corrente di dove si trova il covo delle Br?''. Fonti ha riscontri anche dai rappresentanti della 'ndrangheta a Roma e incontra anche la sua fonte nel Sismi, un certo ''Pino'' che torna poi anche nella vicenda delle ''navi dei veleni''. L'ultima certezza dopo molti incontri e tante certezze Fonti la ebbe il 4 aprile quando incontro' il direttore del Sismi Giuseppe Santovito. ''Pino mi porta dal capo da Forte Braschi, dopo un dialogo interlocutorio, Santovito mi chiede se ho notizie precise riguardo ad un appartamento in via Gradoli 96. Gli rispondo che, in effetti, ho sentito questo indirizzo da amici, e lui commenta: 'Tutto vero, Fonti: e' giunto il momento di liberare il presidente Moro'. In ogni caso, aggiunge congedandomi, 'teniamoci in contatto tramite Pino''. Contento di quella notizia Fonti torna il 9 o il 10 aprile a San Luca dal suo capo, Sebastiano Romeno, che gli fa le sue congratulazioni ma lo gela con una notizia: ''peccato che da Roma i politici abbiamo cambiato idea: dicono che, a questo punto, dobbiamo soltanto farci i cazzi nostri''. Fonti, preso dallo sconforto, telefona alla questura di Roma, per invitarli ad andare in via Gradoli 96, ''li' troverete i carcerieri di Aldo Moro''. Pochi giorni dopo, il 18 di aprile, il covo di via Gradoli 96, viene scoperto, ricorda Fonti, ''per una strana perdita d'acqua. Dei brigatisti come e' logico, viste le premesse, non c'e' traccia. E a questo punto so bene il perche': non c'e' stata la volonta' di agire. E Fonti una sorta di risposta l'ebbe quando nel 1990 si trovo' nel carcere di Opera insieme a Mario Moretti e si accorse che il capo delle Br riceveva ogni mese una busta con un assegno circolare. ''Qualche tempo dopo - rivela Fonti - un brigadiere che credo si chiami Lombardo mi confida che, per recapitare i soldi (del ministero dell'Interno ndr) lo hanno fatto risultare come un insegnante di informatica, e in quanto tale e' stato retribuito, l'ennesimo mistero - conclude la testimonianza di Fonti - tra i misteri del caso Moro dico a me stesso; l'ennesima zona grigia in questa storia tragica''.(ANSA)


 ...l'intervista:------------------------------------------------------------- 


 Dott.ssa Simona Zecchi, Lei è autrice del libro La criminalità servente nel caso Moro edito da La Nave di Teseo: quale ruolo ha svolto la criminalità organizzata nel caso Moro? I ruoli della criminalità organizzata sono stati diversi lungo l’intero corso del Caso Moro, a cominciare dalla presenza della ‘ndrangheta in Via Fani la mattina del sequestro e l’eccidio della scorta il 16 marzo 1978, attraversando poi i tentativi di liberazione del Presidente DC con le attivazioni di banda della Magliana, Cosa Nostra e Nuova Camorra Organizzata e della stessa ‘ndrangheta (altri livelli e fazioni della stessa organizzazione) per arrivare fino all’omicidio dell’onorevole Moro. Si sono alternati e intrecciati tra loro diversi tipi di azioni anche con un certo avvallo della Democrazia Cristiana. Il libro ripercorre – ricostruendoli – in parte alcuni aspetti già noti di quei ruoli ma soprattutto fa emergere tanti altri aspetti inediti e tante storie parallele inedite che vanno a formare un nuovo quadro, più ampio mai considerato prima. Lo fa attraverso incroci di fatti testimonianze e documenti. Lei adotta nel Suo libro la formula «criminalità servente»: al servizio di chi? È una espressione coadiuvata da un termine praticamente nuovo nella panoramica delle ricostruzioni storico-giornalistiche che si sono via via presentate in questi anni: servente. È servente verso una parte delle istituzioni, verso consorterie politico criminali e massonerie è stata anche utile strumento di interferenze internazionali anche nel caso Moro così come in altri eventi. Infatti il titolo allude a un intervento particolare (“nel Caso Moro”) che non è l’unico. Un do ut des fra Stato e Mafia che arriva fino ai giorni nostri. Ritengo come giornalista e in generale ritengo che chi scrive chi si prende questa responsabilità seriamente di cercare verità scomode abbia anche il dovere di trovare parole nuove lontane da quello che è il solito gergo “commerciale” (misteri o presenze oscure ecc.). Un linguaggio che sia aderente alle cose ai fatti per quanto questi complessi o tragici possano essere. Una criminalità servente è quella che ha attraversato tutti i fatti più destabilizzanti di questo Paese e il patto che l’ha unita a una componente rimasta segreta (ma la cui conoscenza era agli atti giudiziari) all’opinione pubblica, in cui diversi settori di potere della società civile e istituzionale sono compresi, sono fatti e non ricostruzioni buone per complottisti. Un linguaggio che seppure possa sembrare lì per lì poco allettante commercialmente soltanto perché poco noto arrivi diritta alla comprensione dei lettori e quindi della opinione pubblica. Spiegare la differenza fra segreti (fatti coperti da manipolazioni, deviazioni depistaggi o patti) e misteri (qualcosa che si percepisce come distante e verosimile) credo sia anche tra queste responsabilità. Quali sono le figure criminali coinvolte nell’affaire Moro? Soprattutto a essere coinvolti sono i vertici più elevati delle organizzazioni criminali, un livello superiore alla normale criminalità anche organizzata. Nel libro faccio i nomi. Due livelli paralleli che non si toccano tra loro. Infatti nel libro stesso parlo di questa componente riservata così come l’ha anche definita il magistrato di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo che l’ha studiata e indagata seguendo vecchie indagini giudiziarie e indagando sulle ultime. Magistrato audito dalla ultima Commissione Moro. In questo livello superiore, in questa componente rientrano anche altri settori come parti della magistratura, delle forze di polizia, dei servizi segreti, delle istituzioni. Vi stava indagando il generale Carlo Dalla Chiesa sin dal 1971, come dimostro, nel libro. Motivo per cui al generale sciolsero il nucleo che aveva creato che non era impegnato a contrastare solo il terrorismo di sinistra ma appunto questa struttura in cui anche si è utilizzato il terrorismo di sinistra (come nel caso Moro) ma non soltanto. Un elemento concreto che porta alla causa della sua stessa morte (per mano della criminalità organizzata nel 1982), così come delle morti di Mino Pecorelli e del colonnello Varisco e di altri. Nel Suo libro Lei teorizza il meccanismo della piramide rovesciata: a cosa si riferisce? La Piramide Rovesciata è insieme un meccanismo di lettura dei fatti, un’analisi (dopo che questi sono stati esposti) e anche un metodo giornalistico per esporre le notizie e gli approfondimenti. Ho infatti voluto iniziare da una «base», cioè dalla fine, dai diversi tentativi di liberazione e il ruolo delle criminalità in essa intervenute per spiegare che si tratta del vero nodo mai sciolto. Perché al fondo la questione è che Aldo Moro non si volle liberare, al contrario di altri rapiti dai terroristi tra magistrati, ufficiali militari e politici (prima e dopo Moro). Ho poi proseguito a ricostruire i fatti soffermandomi sul nodo centrale di tutto: la costante ‘ndrangheta. Perché «costante»? Perché, nata all’ombra di Cosa Nostra, che nel frattempo metteva in bella mostra ammazzamenti e stragi, la criminalità organizzata calabrese si rafforza quasi in silenzio (fino a pochi anni fa era considerata un orpello criminale quasi). Ed è quella che oggi tiene in mano le redini dei traffici di stupefacenti a livello internazionale, mette mano ai fondi europei per attività e imprese, uccide i giornalisti scomodi che nel resto dell’Unione Europea cercano di svelare la loro presenza nei gangli delle istituzioni europee. È la ndrangheta che apre e chiude il Caso Moro. Infine il terzo strato di questo meccanismo che è anche la terza parte del libro va a sciogliere i segreti della struttura riservata in cui anche rientra la massoneria rappresentata da una Piramide (oltre che da un compasso di solito). Fu Tina Anselmi presidente della Commissione Parlamentare sulla P2 a parlare nella sua relazione pre-finale e finale di questo meccanismo della Piramide rovesciata. Nulla di tutto questo è dietrologia o complottismo è tutto supportato dai fatti concatenati tra loro e ben documentati e dalle analisi che li seguono. Cosa ha impedito la liberazione di Aldo Moro? La volontà politica e internazionale (soprattutto americana come anche rilevato dalla ultima Commissione d’inchiesta sul Caso Moro) di spegnere un importante e nuovo processo democratico che lentamente ma tenacemente Moro stava tentando di portare avanti, il quale iniziava con il Compromesso storico ma sarebbe proseguito con l’alternanza anche di altre parti politiche. Sicuramente non reazionarie. Né troppo immobili sulle importanti conquiste civili che si stavano imponendo e che Moro aveva capito ormai fondamentali. Di quanto racconta nel Suo libro, poco o nulla emerge dalle verità processuali: si arriverà mai, a Suo avviso, a fare completa chiarezza sulla vicenda Moro? In realtà io faccio emergere le evidenze andate perdute che però sono sempre state lì, ma a forza, invece, furono affossate (purtroppo in parte anche dalla ultima Commissione Moro per ciò che riguarda il vero ruolo della criminalità organizzata). I processi seguiti ai fatti del sequestro e dell’omicidio sono stati in tutto cinque poi ci sono stati indagini e processi collaterali e altri processi e indagini che hanno attraversato il Caso Moro sotto diverse forme (il caso Pecorelli, il Caso Bruno Caccia, e altri). Commissioni d’inchiesta (non solo la prima) che l’hanno affrontato in parte anche. Soprattutto poi le inchieste che hanno riguardato il ruolo della centrale intellettuale del sequestro, i fiancheggiatori delle BR anche queste con legami con la criminalità organizzata. E mie personali indagini. Mancava una visione d’insieme che io ho cercato di dare e che conteneva tutti gli elementi andati persi o affossati con l’obiettivo evidente di nascondere il Cuore del caso Moro. Il problema è la memoria condivisa un’accettazione di quanto avvenuto che non sia solo retorica e perdono ma verità. Anche perché come può esserci perdono senza verità? Ci sono ancora due filoni d’indagine aperti in procura a Roma che ha anche raccolto quanto accertato dalla nuova Commissione. Forse le sorprese non sono ancora finite. E spero che il mio lavoro possa essere utile in questo senso.

giovedì 18 gennaio 2024

... "cose" di Destra ...

Il ministro meloniano prova una grottesca appropriazione dell'intellettuale italiano più noto nel pianeta nel giorno in cui sostiene la simmetria tra antifascismo e anticomunismo. È un'altra mossa della ricerca di egemonia culturale dei reazionari al governo del paese https://ilmanifesto.it/antonio-gramsci-e-il-miracolo-di...

 --- COMMENTI DEI SOCIAL: _________________________________________________________

__ Intellettuale come concetto si applica a chi usa l’intelletto… Per il momento non vedo pericoli …è un soggetto politicamente pericoloso per via della strumentale torsione della storia a vantaggio di un’epica destrorsa e per la rivalsa carica di malcelata bile pregressa… Comprensione ci vuole. Gennarino viene da una adolescenza difficile. Nel suo quartiere collinare veniva bullizzato da compagni, amici e conoscenti. Pure dall'ortolano. Io provo tenerezza per questo pezzo di m...di mio concittadino. · ...un cialtrone squallido di indubbia reazionarietà e s-cultura adeguata, ahimé in che mani cretine stiamo cadendo, questi credo che facciano schifo e pena persino a certi "fascisti d'antan", Ma non osi 'sto omuncolo ! Tipica postura fascista...tanto per non smentirsi nei gesti come nelle parole. Sangiuliano e la cultura: un ossimoro!! Il fenomeno non riesce a leggere Gramsci... figurati a capirlo, povero fascio-cialtrone! zero cultura, cento propaganda Questo fa rimpiangere Toninelli Si può essere più ignorante di questo individuo? Penso di no!!! ... ma che si fuma, questo? .... Essere inutile. Aiutateci.. Perle ai porci Questo a Brunetta je fa dieci a zero. Solo a vederlo in foto Che schifo! Che cojone Comico a sua insaputa
L’episodio apparentemente minimo di ieri in Commissione Affari sociali della Camera - il vicepresidente Ciocchetti (FdI) che fa ripetere il voto - è significativo per raccontare l’approccio di certa parte della maggioranza verso le istituzioni e le regole della democrazia Se il voto non gli sta bene semplicemente rivotano, finché non esce il risultato che loro definiscono giusto. In commissione Affari sociali della Camera ieri è andata in scena l’ennesima violenza istituzionale, uno spettacolo incredibile anche per chi da questo Governo è pronto ad aspettarsi di tutto. La votazione per istituire la commissione d’inchiesta sul Covid finisce 11 pari. I regolamenti parlano chiaro, senza bisogno di interpretazioni: un pareggio determina la bocciatura del testo. Il vice presidente della commissione Luciano Ciocchetti (Fratelli d’Italia) però ha una soluzione: rivotiamo, magari va meglio, come alla roulette. Spiega Ciocchetti che “c’è la possibilità di fare la controprova”, pensando di poter applicare il Var calcistico anche alle azioni parlamentari. Federico Fornaro, deputato Pd, lo dice chiaro alla maggioranza: “voi avete la maggioranza dei numeri: se quando si pareggia o si va sotto richiama i suoi rappresentati per rivotare è evidente che poi ha la maggioranza. In nome della correttezza e della lealtà e del rispetto per l’istituzione in cui lavoriamo la pregherei di ristabilire la correttezza del voto: quello che è accaduto è un vulnus grave”. In effetti l’episodio apparentemente minimo è significativo per raccontare l’approccio di certa parte della maggioranza verso le istituzioni e le regole della democrazia: il Parlamento e le sue commissioni sono un impiccio burocratico da sbrogliare in fretta dove si ratificano semplicemente le decisioni prese nelle stanze dei leader. Se il pulsante si inceppa si vota di nuovo.
Questo governo blatera, si indigna, boicotta tutto, ma solo a voce per fare il gradasso. Tanto poi alla fine le cose vanno avanti senza che possano fare nulla. E così, finalmente, le farine di Grillo e altri insetti, vengono autorizzate ufficialmente. E Lollobrigida muto! — Per facilitare la comprensione del testo, pare che molti leggano il contrario di quello che viene scritto, il ministro sciocco era contrario, mentre la sinistra è titubante ma favorevole a seguire il progresso … che è quello che sta accadendo in tutto il mondo. La farina di grillo deve avere delle regole ma sarà di aiuto al mondo intero, risolve una parte dei problemi del pianeta. E ricordatevi che mangiamo da sempre rane lumache ostriche ricci… pagandoli profumatamente…e siamo anche convinti che siano chic. Questione di abitudine. Per i nostri nipoti sarà tutto normale. __ Dalla fine di dicembre 2023, anche in Italia sono in commercio prodotti alimentari che contengono quattro insetti: larva gialla, locusta migratoria, grillo domestico e verme della farina minore. I prodotti possono contenere insetti congelati, essiccati o in polvere come già avviene negli altri paesi dell’UE. I quattro decreti autorizzativi – firmati dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, dal Ministero delle Imprese e del made in Italy e dal Ministero della Salute – discendono da altrettanti regolamenti di esecuzione vincolanti per gli Stati Membri. Le confezioni contenenti prodotti a base di farine di insetti dovranno presentare le seguenti informazioni: tipologia di insetto presente, con nome scientifico, “ma anche, per volontà del Governo italiano, con la traduzione in italiano”, ha spiegato Lollobrigida. Le etichette riportano inoltre la quantità di insetti utilizzata e presente nei prodotti alimentari e deve essere espresso anche il Paese di origine dell’insetto. Lollobrigida ha poi precisato quanto è ormai riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale che “gli insetti sono degli elementi naturali presenti nell’alimentazione di altre popolazioni. Noi non li abbiamo tra gli elementi principali della nostra dieta e io ritengo che non mettano in pericolo il nostro modello”. Cartelli al supermercato per gli insetti Infine, al fine di evitare commistioni con altri alimenti, il Governo ha deciso di regolamentare la vendita, prevedendo comparti separati, appositamente segnalati con un’apposita cartellonistica. Per onor di cronaca va detto che la farina del coleottero Tenebrio molitor è stato il primo novel food autorizzato nel 2021, da Efsa per la Commissione Europea.
Il reato da contestare a chi si esibisce nel saluto romano è quello di cui all’articolo 5 della legge Scelba, “Manifestazioni fasciste”, che punisce “chiunque compie pubblicamente manifestazioni usuali al partito fascista”. Ma il braccio teso è penalmente rilevante solo se, “avuto riguardo a tutte le circostanze del caso, sia idoneo a integrare il concreto pericolo di riorganizzazione del disciolto partito“. Quindi, ad esempio, non se praticato in contesti privati o commemorativi. Lo hanno stabilito le Sezioni unite della Corte di Cassazione.