giovedì 24 settembre 2026

... un segnale potente!!! ...

La sala delle Nazioni Unite si svuota mentre Benjamin Netanyahu si appresta a parlare. 

Un’immagine potentissima. Ma, a mio giudizio, il problema è ancora più grave: un personaggio sul quale grava un mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale per presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità non dovrebbe nemmeno avere accesso a quel podio. Chi ha le mani politicamente sporche del sangue di decine di migliaia di palestinesi non dovrebbe essere accolto nella più importante istituzione multilaterale del mondo come un normale interlocutore diplomatico. E l’ipocrisia raggiunge il massimo livello proprio qui. Netanyahu ha attaccato ripetutamente le Nazioni Unite, accusandole di essere ostili a Israele e arrivando a definirle un «covo» di antisemitismo. Quando l’ONU denuncia ciò che accade a Gaza, per lui diventa un’organizzazione delegittimata e antisemita. Quando invece gli offre un microfono davanti al mondo, quel podio improvvisamente gli va bene. 

Le delegazioni che oggi hanno scelto di alzarsi e abbandonare la sala hanno mandato un messaggio molto più forte di qualsiasi dichiarazione diplomatica: non tutto può essere normalizzato. Non tutto può essere coperto dal protocollo. E non basta indossare una giacca, entrare in un palazzo internazionale e parlare da un podio per cancellare il sangue. 


 Emir Alili.

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