giovedì 17 settembre 2026

... Povera Italia!!! ...

Il gioco delle tre carte di Meloni in vista delle elezioni: Il grande bluff dell'abolizione bollo auto (Propaganda gratis per Palazzo Chigi, il conto lo pagano le Regioni e noi). L’annuncio del governo sull’abolizione del bollo auto puzza di gioco delle tre carte da un chilometro. E attenzione: vale solo per il 2027. Un anno. Poi basta. Lo Stato centrale si prende gli applausi, il consenso elettorale e le interviste trionfali. Il cerino acceso, invece, finisce dritto nelle mani dei territori. E tra poco anche nelle nostre. Dietro lo slogan “via la tassa più odiata” c’è il classico provvedimento spot: fatto per i telegiornali e per acquistare voti, non per i bilanci. Il bollo auto non è una tassa nazionale. È regionale. Tagliarlo dal centro senza una copertura seria e permanente significa svuotare le casse di chi deve tenere in piedi sanità, trasporto pubblico e servizi locali. Le coperture annunciate? Temporanee. Fino al 2027 si tampona con i soldi di Roma. Dal 2028 in poi, quando quei trasferimenti si assottigliano o spariscono, le Regioni si ritrovano con un buco nero. E allora? O tagliano i servizi, o inventano nuove tasse, o alzano quelle che ci sono già. Alla fine i cittadini pagano lo stesso, o di più, solo con un nome diverso. Robin Hood al contrario: la gloria mediatica a Palazzo Chigi, la patata bollente e la stangata a chi guida e a chi vive nei territori. 
Propaganda a costo zero per il governo. Conto salato per tutti gli altri. La truffa è scritta nero su bianco. 

Povera Italia

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