Oggi a Palazzo Civico il PD torinese presenta una mozione contro il riarmo. Nel testo scrive che la corsa agli armamenti sottrae risorse al welfare, alla cultura e alla transizione ecologica e richiama la necessità di puntare sulla pace, sul dialogo e sulla cooperazione internazionale. Principi che condividiamo.
Ma proprio in questi giorni, a livello nazionale, PD e Movimento 5 Stelle si stanno dividendo su una scelta molto concreta. Giuseppe Conte ha ribadito che, dopo oltre quattro anni di guerra, bisogna fermare l’invio di armi all’Ucraina e concentrare gli sforzi dell’Italia e dell’Europa sulla costruzione di un cessate il fuoco e di un negoziato. Il PD sostiene invece che le forniture militari debbano continuare.
Noi abbiamo condannato fin dal primo giorno l’aggressione russa all’Ucraina e continuiamo a condannarla senza ambiguità. Ma dopo oltre quattro anni continuare a inviare armi non ha fermato la guerra né aperto una prospettiva di pace. Un negoziato richiede la disponibilità di entrambe le parti, ma questo non può diventare la giustificazione per proseguire senza una prospettiva politica una strategia fondata sull’invio di nuove armi.
Per questo presenteremo un emendamento alla mozione del PD. Stop all’invio di armi italiane all’Ucraina e un’iniziativa europea per costruire le condizioni di un cessate il fuoco e di un negoziato.
Se vogliamo davvero contrastare la corsa al riarmo, bisogna passare dalle dichiarazioni alle scelte. Per noi oggi significa fermare l’invio di armi e lavorare perché l’Europa costruisca le condizioni politiche e diplomatiche per mettere fine alla guerra.
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Andrea Russi.
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