Buongiorno.
Il centrosinistra ha bisogno del massimo di unità e di chiarezza, perché per battere la destra e governare insieme occorre spiegare ai cittadini quali scelte si intendano compiere.
Il sondaggio Ipsos pubblicato il 19 settembre dà Conte davanti a Schlein nelle ipotetiche primarie: 38% contro 22%. Un dato che merita una riflessione, anche perché il consenso dell’ex presidente del Consiglio supera i confini del suo partito.
Una diversa rilevazione, quella di Ixè, indica che soltanto il 18% degli italiani sceglie di continuare il sostegno militare all’Ucraina finché necessario, mentre le altre risposte si distribuiscono fra interruzione delle forniture, priorità al negoziato e riduzione del coinvolgimento italiano.
Sono indagini differenti, che non dimostrano un rapporto di causa ed effetto. Tuttavia, ritengo ragionevole pensare che la riconoscibilità delle posizioni di Conte sulla guerra e sul riarmo contribuisca al suo consenso. Sarebbe un errore sottovalutare questa domanda di pace che viene sempre più forte dal popolo italiano.
Per costruire un’alleanza solida occorre affrontare apertamente le differenze, concordando un programma di fondo e individuando le questioni sulle quali chiedere agli elettori di pronunciarsi. Le primarie potrebbero diventare il momento di questa partecipazione, consentendo di tenere separate la scelta del candidato e quella su alcune opzioni politiche.
La fiducia in una persona non comporta necessariamente la condivisione di ogni sua proposta.
Servirebbero poche alternative formulate con chiarezza, compatibili con il programma comune, e un impegno assunto prima del voto: chiunque vinca dovrà rispettare le scelte degli elettori, insieme a tutte le forze della coalizione.
Così le primarie potrebbero diventare un grande momento di partecipazione e discussione, dare un mandato riconoscibile a chi dovrà guidare il centrosinistra e una base più forte alla sua unità.

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