venerdì 13 marzo 2026
... Torino 4 - Parma 1 ...
Abbiamo vinto, ma anche perso.
Un 4-1 convincente contro il Parma, abbiamo espresso gioco e grinta, così come con la partita contro la Lazio, e per questo bisogna dare merito a D’Aversa.
Eppure gli interpreti sono gli stessi di quando in panchina sedeva Baroni, ma il risultato come stiamo vedendo, è ben diverso fortunatamente.
Ma come dicevo, purtroppo abbiamo anche perso, si…perché si vede ancora tanta, troppa gente seduta su quei seggiolini, gente che a questo punto non può e non deve fare il gioco di Cairo, deve fare il gioco della gente del Toro, da Toro. Seguire la scelta presa da chi, ogni anno, macina chilometri, chi investe tempo e denaro per i colori granata, deve scegliere di seguire chi ha deciso che quello stadio DEVE rimanere vuoto fino almeno a fine stagione.
Bisogna riuscire ad essere coerenti, almeno su questo, riuscire ad essere uniti e compatti su quella decisione presa quasi a malincuore ma FONDAMENTALE per combattere contro chi il Toro lo sta distruggendo da più di 20 anni, colui che ha avuto il coraggio di ritornare allo stadio, come se nulla fosse…esultando, ridendo e parlando nuovamente a sproposito davanti ai microfoni.
Un uomo che davvero non conosce vergogna.
Cerchiamo di ritrovare un po di amor proprio, di mettere da parte tutto e tutti, di compattarci, di essere per una volta tutti UNITI per il nostro TORO.
Lasciamolo da solo dentro quello stadio. Da solo, con due tartine e il silenzio dei seggiolini vuoti.
Perché è questo lo spettacolo che merita di vedere: uno stadio senza più fiducia, senza più illusioni, senza più gente disposta a credere alle sue parole.
Che guardi quelle gradinate e capisca finalmente cosa ha distrutto: la passione di un popolo, l’orgoglio di una squadra, la speranza di chi ha sempre sostenuto questi colori.
Che si renda conto, una volta per tutte, che non c’è più nessuno disposto ad ascoltare promesse vuote, progetti mai mantenuti e stagioni sempre uguali.
Il Torino non è una proprietà da gestire a parole: è storia, cuore e sacrificio.
E oggi quella gente gli sta dicendo una cosa sola, forte e chiara: VATTENE.
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