Comitato di cittadini attivi e democratici in difesa della Costituzione
Il senatore del Movimento 5 Stelle Luca Pirondini ha depositato la mozione di sfiducia individuale contro la Ministra del Turismo, chiedendone la calendarizzazione urgente. <
«Siamo stati i primi a presentarla due anni fa, quando esplosero gli scandali che la riguardavano, mentre la Presidente Meloni continuava a difenderla con convinzione.
Evidentemente è servita la sconfitta clamorosa al referendum per arrivare a questa decisione. Ora chiediamo a Fratelli d’Italia e alla maggioranza di essere conseguenti e di dare seguito a quanto la stessa Meloni, sia pure con notevole ritardo, ha chiesto: Santanchè deve lasciare la poltrona».
A questo punto la domanda è semplice e diretta: cosa farà Fratelli d’Italia? Si asterrà, lasciando così cadere la propria ministra grazie ai voti dell’opposizione? Oppure Giorgia Meloni insisterà affinché Santanchè faccia un passo indietro prima ancora che si arrivi al voto in Parlamento?
mercoledì 25 marzo 2026
... la "pitonessa" ...
Ci sono discorsi che rivelano molto più di quanto chi li pronuncia vorrebbe. Quello di Santanchè sulla mozione di sfiducia è uno di questi.
Non è una colpa essere ricchi. Non lo è mai stato. Ma ostentarlo, rivendicarlo con arroganza proprio mentre milioni di italiani fanno i conti con bollette sempre più alte, stipendi che non bastano e un futuro incerto… questo sì, è un problema. Ed è un problema enorme.
Perché mentre lei parla di tacchi, di immagine, di orgoglio personale, fuori da quell’aula c’è un Paese reale. Un Paese fatto di lavoratori onesti che ogni giorno si alzano presto, fanno sacrifici, rinunciano a tutto e, nonostante questo, non riescono ad arrivare a fine mese. Persone che non hanno avuto la fortuna — sì, fortuna, perché spesso è anche questo — di nascere nelle condizioni giuste o di avere le opportunità giuste.
E allora no, non è la ricchezza il punto. Il punto è la distanza. Una distanza sempre più profonda tra chi governa e chi vive la realtà.
Fa male sentire certi toni, fa male vedere quella sicurezza ostentata mentre il caro vita erode ogni certezza per chi vive di stipendio. Fa male perché ti ricorda che chi dovrebbe rappresentarti, in realtà, non ti vede nemmeno.
E ancora più grave è il silenzio sulle soluzioni. Perché mentre le famiglie stringono la cinghia, mentre i giovani non riescono a costruirsi un futuro, mentre il lavoro perde valore ogni giorno, questo governo sembra incapace — o peggio, disinteressato — a migliorare davvero il tenore di vita degli italiani.
Da elettore di sinistra, quello che provo non è solo rabbia. È delusione. È amarezza. Ma è anche la convinzione che non possiamo abituarci a tutto questo.
Perché un Paese giusto non è quello in cui si esibisce la ricchezza, ma quello in cui si combatte la povertà. E oggi, purtroppo, siamo molto lontani da quell’idea di giustizia.
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