martedì 10 marzo 2026

... stare con l'Iran? ...

Trovo sempre interessanti queste mail, perché in parte hanno ragione, presto un post come questo potrebbe comportare problemi. E penso che un post come questo difende solo il diritto internazionale. Eppure potrei finire nei guai. 
Quello che hanno fatto a Francesca Albanese vogliono estenderlo a tutti/e noi. 


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 STARE CON L’IRAN? 

di Lavinia Marchetti 

 È curioso vedere persone che da trent'anni giustificano il proprio voto al PD con la logica del "meno peggio" e del "voto utile" contro lo spauracchio di turno (Berlusconi, Grillo, Salvini, Meloni), venire oggi a farmi la morale. Mi chiedono, indignati: "Ma tu stai con il governo iraniano? Quello che reprime le donne e uccide gli omosessuali?". Insomma, il solito campionario retorico preconfezionato che si può trovare sfogliando un qualsiasi quotidiano mainstream. Queste persone non capiscono cosa significhi realmente "stare con l'Iran" oggi. Non significa fare l'apologia di un governo, ma schierarsi dalla parte degli aggrediti e rispettare il diritto dei popoli di autodeterminare le proprie lotte interne senza il nostro becero suprematismo. Ma soprattutto, significa rifiutarsi categoricamente di stare dalla parte di chi, agendo di fatto come uno Stato terrorista, bombarda illegalmente mezzo mondo, rapina risorse, perpetra genocidi e ha causato, dall'inizio della cosiddetta "guerra al terrore" nel 2001, quasi cinque milioni di morti. Cari progressisti, il punto nevralgico non è tifare per il governo iraniano. Il punto è sostenere chiunque si opponga a questo scempio globale. Ormai è stato superato ogni limite di decenza e di umanità. A questo punto, che la resistenza all'imperialismo terroristico-genocidario prenda il nome di Cuba, di Hamas o di Khamenei, mi interessa marginalmente. La priorità storica, oggi, non è scegliere il compagno di trincea ideale ed eticamente puro, ma avere ben chiaro con chi NON stare. Sono antioccidentale (diceva Zhok in un post di ieri)? Assolutamente sì e credo sia l'unica virtù in questo momento storico. Se metto su una bilancia il "male" perpetrato nel mondo per i nostri "valori", beh, non viene compensato da ciò che abbiamo fatto di "buono". In questo momento il più grande pericolo per il mondo si chiama Israele, uno Stato ormai completamente fuori controllo che andrebbe fermato con ogni mezzo necessario. E che invece continua ad agire impunemente facendosi scudo, tra operazioni del Mossad, reti di ricatti (vedi il caso Epstein) e lobby, dell'appoggio incondizionato del Paese più militarizzato e guerrafondaio del pianeta.

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