venerdì 13 marzo 2026

... no alla guerra!!! ...

Il prezzo del petrolio risale a 100 dollari al barile. E Trump esulta: “faremo una montagna di soldi”. Ormai siamo alla totale privatizzazione dello Stato. Un presidente capitalista e un gruppo di capitalisti, che di volta volta possono variare, che fanno guerre per accrescere i loro profitti, fregandosene delle conseguenze, mossi soltanto dall’avidità. L’Italia non è in guerra ma il missile iraniano alla base militare di Erbil, in Iraq, dove prestano servizio 141 nostri connazionali, è la dimostrazione che non possiamo considerarci fuori dal conflitto. La guerra viene a cercarci direttamente. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha spiegato che si “tratta una base della Nato ed è anche americana”. Infatti, il missile iraniano sulla base di Erbil è la prova che la Nato viene coinvolta. La linea politica del governo italiano - “non condividiamo e non condanniamo - non può durare a lungo. Se vogliamo ritirare i nostri soldati per evitare di essere coinvolti nel conflitto dobbiamo assumere una linea chiara come quella di Sanchez: “no alla guerra”. Il trampismo di Meloni, il suo equilibrismo e la sua incapacità di prendere le distanze da Trump non regge più e sta esponendo il paese al rischio di coinvolgimento nel conflitto. Meloni deve essersi spaventata e chiama i leader dell’opposizione per condividere le responsabilità. È chiaro che di fronte alla gravità della situazione non ci si può sottrarre ad una disponibilità al confronto. Ma attenzione alle furbizie meloniane e soprattutto chiarezza politica sulla linea da tenere. Meloni deve scegliere e sappiamo che alla fine in richiamo dj Trump prevarrà su tutto. Per l’opposizione deve essere chiaro che non può funzionare la vecchia linea del “né aderire nè sabotare”, che nel secolo scorso divise il movimento socialista e lo indebolì. 
A mio avviso, l’opposizione unita deve indire grandi manifestazioni nel Paese con uno slogan semplice e senza esitazioni: “no alla guerra”. 

 Enrico Rossi.

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