Vedo con preoccupazione che in molti post si parla con relativa disinvoltura di un possibile uso dell’arma nucleare da parte di Stati Uniti ed Israele per porre fine alla resistenza iraniana.
Gli argomenti di analisi che porterebbero a questo esito nefasto non sono peregrini, hanno anzi un supporto logico di fondo che potremmo riassumere così:
Trump ha sbagliato completamente i conti nel pensare che l’aggressione all'Iran, insieme allo stato amico sionista, avrebbe portato ad una rapida conclusione del conflitto e alla caduta del regime.
Per di più ha sottovalutato la capacità bellica iraniana ed ha dovuto constatare che quasi tutte le basi militari americane dei paesi limitrofi all’Iran sono state attaccate e distrutte.
A questo si aggiunge, ed è il carico da undici, che la chiusura dello stretto di Ormuz sta innescando una crisi economica mondiale che coinvolgerà inevitabilmente anche gli Stati Uniti. Una crisi economica che si somma alle migliaia di miliardi che stanno andando in fumo per la spesa bellica, cosa che comporta un’ulteriore crescita del debito USA, già elefantiaco.
L’immagine di Trump nel mondo è sempre più sbiadita anche agli occhi degli alleati. È discretamente probabile che oltre il premier spagnolo Sanchez anche altri governi stiano pensando a quando e se prendere le distanze dall’attuale presidenza degli Stati Uniti.
Che Trump sia un bugiardo seriale è scontato. Per di più nel suo modo di riferire al popolo americano e al mondo intero c’è un infantilismo disarmante. Questo fa sì che i suoi messaggi vengano ormai accolti con grande scetticismo. Quando parla di vittoria schiacciante e di Iran prossimo alla resa non ci crede più nessuno, probabilmente non ci crede nemmeno lui, sta solo recitando il copione dell’America invincibile.
Per molti aspetti si è cacciato incautamente in un pantano dal quale è molto difficile uscire.
L’unica via di uscita sarebbe una vittoria militare netta e veloce che però non è per niente all’orizzonte.
La tecnica della volpe e l’uva non può funzionare. Potrebbe dire ‘abbiamo raggiunto gli obbiettivi che ci eravamo prefissi, per cui poniamo fine alla guerra’ ma agli occhi del mondo sarebbe una sconfitta, l’Iran continuerebbe ad esistere tale e quale a com’era prima, col suo programma missilistico ed anche con quello nucleare (solo nucleare civile? Forse, ma non è detto).
Il tentativo di coinvolgere nel conflitto la Nato e gli alleati, europei e non, non credo che andrà a buon fine. Gli stati satelliti del mondo arabo non possono che riconsiderare l’opportunità di continuare a puntare sulla protezione americana e sul dollaro.
Di fronte a questo disastro un capo di stato con senso di responsabilità dovrebbe dire ‘ho scommesso e ho perso’ non mi resta che cercare di pilotare la mia uscita di scena nel modo più indolore.
Purtroppo non abbiamo a che fare con un uomo responsabile, ma con un egocentrico che non sa perdere. Da qui potrebbe nascere l’insana tentazione di ricorrere all’arma nucleare, magari inizialmente limitata al così detto nucleare tattico, poi si vedrà.
Tuttavia sono propenso a credere che per quanto esaltato, sfrontato e irragionevole, Trump molto difficilmente prenderà una decisione così grave. Spero di non sbagliarmi.
Non sono invece per niente ottimista sul comportamento dell’alleato israeliano.
Lì entrano in gioco altri fattori. Nell’attuale governo di Tel Aviv gli estremisti fanatici e cinici sono troppi ed hanno forte potere. In Israele poi alla ragion di stato politica si abbina un fanatismo religioso che induce a non tenere in alcuna considerazione la vita dei popoli vicini. Lo abbiamo visto con Gaza e Cisgiordania, lo stiamo vedendo col Libano. Il pericolo atomico viene principalmente da Israele, su questo non ho dubbi.
A dissuadere gli sterminatori sionisti dovrebbe provvedere principalmente l’alleato americano, ma non solo. Anche Cina e Russia, che hanno tuttora relazioni col governo Israeliano, dovrebbero esercitare una forte pressione affinché la scelta dell’arma atomica venga definitivamente archiviata.
Dobbiamo considerare che Cina e Russia non possono prendere in considerazione l’annientamento a colpi di atomiche del loro principale alleato in Medio Oriente, importante membro dei BRICS nonché fornitore di materie prime.
Quanto a noi semplici spettatori che parliamo con troppa disinvoltura dell’opzione nucleare, dico solo che se ciò accedesse sarebbe una scelta irreversibile che segnerebbe per sempre il destino dell’umanità, indirizzandolo sui binari dell’autodistruzione.
Danilo Tomasetta.

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