Durante un referendum decisivo, esponenti di primo piano come Pina Picierno fanno campagna per una posizione opposta a quella del partito. Non è semplice dissenso interno: è una scelta pubblica che crea confusione.
È come in una squadra di calcio: sei in attacco, passi la palla a una compagna, e lei si gira e tira nella propria porta. Una volta, due volte, ancora. In qualsiasi squadra, questo comportamento avrebbe conseguenze.
In politica invece no. Tutto viene giustificato in nome di una democrazia che rischia di diventare assenza di linea.
Ma senza una direzione chiara, un partito perde identità.
E quando perde identità, perde anche la fiducia degli elettori.
E allora non stupiamoci dei risultati.
Comitato di cittadini attivi e democratici in difesa della Costituzione

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