Presidenza della Repubblica - La Posta del Quirinale
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Questo il testo del mio messaggio inviato oggi. Invito i cittadini e, in particolare i miei colleghi docenti, a fare altrettanto.
Illustrissimo Signor Presidente Mattarella,
dopo aver letto con sconcerto e amarezza, da Sua sincera estimatrice, il contenuto del messaggio che Lei ha ritenuto di formulare in occasione della morte di Umberto Bossi, mi sento in dovere - da cittadina e da insegnante chiamata a formare al rispetto dei fondamenti della civile convivenza, di cui il defunto ha fatto strame divulgando l’odio tra connazionali, legittimando l’insulto razzista e prodigando i suoi sforzi in direzione dello sgretolamento dell’unità del Paese, - di manifestarLe il mio più profondo dissenso.
Illustrissimo Presidente,
Lei sa meglio di chiunque che le caratteristiche di “un sincero democratico” sono altre e nessun cordoglio funebre può riabilitare una vita costellata da reati, tra cui Le ricordo le principali condanne:
- Il vilipendio alla bandiera;
- La tangente Enimont (Finanziamento illecito per 200 milioni);
- Il vilipendio al Capo dello Stato (Giorgio Napolitano chiamato “terùn”);
- L’istigazione a delinquere.
Tra i processi conclusi esclusivamente per prescrizione, si segnalano:
- La truffa ai danni dello Stato per 49 milioni (la confisca dei 49 milioni di euro al partito è stata confermata e la somma non è ancora stata restituita);
- L’appropriazione indebita (uso personale di fondi del partito per sostenere spese familiari).
Lucia Annunziata.

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