lunedì 19 giugno 2023

... i nipotini di berlusca! ...

Già sei un coglione perché a 20 anni guidi una Lamborghini con 600 cavalli che il codice della strada ti dovrebbe vietare. In più sotto effetto di cannabis. Però ti sentì un fenomeno perché oggi nella vita l’importante è fare l’influencer e raccogliere migliaia di like. Purtroppo oggi conta questo. E forse ti andrà anche bene xche vivi in una nazione dove quelli come te riescono anche a scamparla. Allora capisco perché il padre di quel bambino di 5 anni abbia voluto farsi giustizia da solo. Perché sarebbe stato giusto così: non avresti nemmeno avuto il diritto di arrivare in un carcere, dopo aver portato via così stupidamente un figlio ad un padre. Spero solo - ma dubito - che la giustizia italiana ti rovini la vita più di quanto tu l’abbia rovinata ad una famiglia che ha avuto la sola sfortuna di incrociarti. Perché avresti meritato di schiantarti contro un muro da solo. O con i tuoi amici che erano in auto con te. Che di coglioni questo mondo è già fin troppo pieno e di qualcuno in meno non si sarebbe sentita la mancanza. Figuriamoci di un assassino. Non aggiungo altro

domenica 18 giugno 2023

... Libero - down ...

Desideriamo informare i nostri utenti, a cui vanno nuovamente le nostre scuse per il disagio arrecato, che il disservizio della Libero Mail dovuto a instabilità all’infrastruttura è in fase di risoluzione. È in corso la riapertura progressiva e costantemente monitorata delle caselle e anche l'accesso tramite App è reso disponibile con le medesime modalità. I nostri tecnici proseguono nel lavoro per rispristinare quanto prima le piene funzionalità degli account. Siamo consapevoli del disagio arrecato e non possiamo che ringraziare i milioni di utilizzatori di Libero Mail per la pazienza dimostrata. Ulteriori aggiornamenti saranno forniti appena disponibili. 

Per ogni necessità, resta attivo per i nostri utenti il numero di assistenza 02-83 90 55 21, tutti i giorni dalle 8 alle 22. 
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sabato 17 giugno 2023

... ancora Libero - down! ...

In questa nuova comunicazione, ci scusiamo anzitutto ancora una volta con i nostri utenti per il disagio recato dall'interruzione dei nostri servizi mail. Nelle ultime ore si è verificata ancora instabilità all'infrastruttura e-mail, che ci costringe prudenzialmente a non poter ancora riaprire il normale flusso. I tecnici stanno continuando a lavorare per la risoluzione definitiva del problema, che riguarda la maggior parte dei nostri account, ad eccezione delle mail PEC. Forniremo aggiornamenti nella giornata odierna, continuando a lavorare come ovvio per la risoluzione nel minor tempo possibile. Per ulteriori informazioni, resta attivo per i nostri utenti il numero di assistenza 02-83 90 55 21. 

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venerdì 16 giugno 2023

... PASOLINI ... ci voleva!! ...

RITORNO ALLA CULTURA, DOPO 3 GIORNI DI FUNEBRE E IPOCRITA UBRIACATURA 

"LE DONNE DI PASOLINI", SU RAI 3, DOCUFILM CONDOTTO DA GIUSEPPE BATTISTON 

Susanna Pasolini, Giovanna Bemporad, Dacia Maraini, Laura Betti, Elsa Morante, Oriana Fallaci, Anna Magnani, Silvana Mangano, Maria Callas ... Tutte le donne che hanno conosciuto, ammirato, amato, influito sui sentimenti, sulla formazione intellettuale, sulla visione del mondo, sull'arte di uno dei più grandi artisti e intellettuali italiani del '900. Finalmente la TV, dopo giorni di ubriacatura funebre e ipocrita (con il trionfo della menzogna, della piaggeria, della falsificazione della storia, della reticenza, dell'omertà mafiosa), ritorna a fare "servizio pubblico", ritorna a svolgere la funzione pedagogica e culturale che, fin dalle origini, è stata una delle migliori caratteristiche della televisione italiana. Un documentario da non perdere assolutamente. Riprendiamo i passaggi essenziali del comunicato di RAI 3: "Un affresco inedito e originale del mondo di Pier Paolo Pasolini, dal titolo “Le donne di Pasolini”, è il docu-film diretto da Eugenio Cappuccio e narrato da Giuseppe Battiston che andrà in onda giovedì 15 giugno in prima tv assoluta alle 21.45 su Rai 3. Rilegge la vita del grande regista, scrittore, poeta e drammaturgo ponendo l’attenzione sulle donne più importanti della sua vita: l’amatissima madre Susanna Colussi, Maria Callas, Laura Betti, Oriana Fallaci e Giovanna Bemporad, partendo dai territori friulani in cui è cresciuto e da cui ha tratto ispirazione. Il film documentario di 90’, una coproduzione Rai Documentari e Anele, con il contributo di Rai Teche e con il sostegno di Fondazione Aquileia, prodotto da Gloria Giorgianni con Tore Sansonetti, porta all’attenzione anche delle nuove generazioni la personalità e l’arte di Pasolini incrociando linguaggi narrativi diversi: i repertori d’epoca, la parte filmica narrativa con Battiston e quella teatrale. Attraverso testi estratti anche da scritti, dichiarazioni e interviste reali, cinque attrici rievocano, infatti, le figure femminili che per Pasolini erano muse, complici, amiche e ispiratrici e con le quali creò legami intensi e indissolubili: Susanna Colussi interpretata da Anna Ferruzzo, Maria Callas da Carolina D’Alterio, Laura Betti da Martina Massaro, Oriana Fallaci da Liliana Massari e Giovanna Bemporad da Sara Mafodda. Arricchiscono la narrazione testimoni illustri, tra cui Dacia Maraini, che con Pasolini instaurò una profonda amicizia dal 1967, Emanuele Trevi, Liliana Cavani e David Grieco. Alla ricerca di uno sguardo inedito sulla poetica di Pasolini, Giuseppe Battiston ripercorre i territori friulani - la terra della madre di Pasolini - raccogliendo le voci delle persone che lì vivono e lo hanno conosciuto: da Casarsa della Delizia, con Casa Colussi, sede del Centro Studi Pier Paolo Pasolini e il Bar degli Amici, a Versuta con la sua chiesetta, dove Pasolini aprì con la madre una scuoletta, da Aquileia alla laguna Di Grado, set del film “Medea”. Il docu-film attraversa gli snodi fondamentali della vita di Pasolini per ricomporne l’eredità culturale e gli aspetti più umani e personali: dalle difficoltà economiche della famiglia durante la sua infanzia, il rapporto difficile col padre e con la propria omosessualità e il conseguente senso di colpa, lo scandalo e il processo dopo i fatti di Ramuscello del 1949, il legame del tutto personale con il sacro e la religione, l’impegno politico e la stima per Gramsci, fino alla sua seconda parte della vita a Roma, dai successi letterari al passaggio all’arte cinematografica. E poi gli incontri con personalità come Totò, Alberto Moravia, Ninetto Davoli, Eduardo De Filippo, dei quali vengono proposte interviste video in cui raccontano aneddoti personali sul regista. La narrazione si conclude infine da dove era partita, con la morte di Pasolini e con il grido disperato della madre che invoca giustizia".

... STOP - LIBERO Mail ...

Nella notte tra il 13 e il 14 giugno si è svolto un intervento programmato di manutenzione evolutiva di Libero Mail, riguardante le caselle di posta e i servizi ad esse collegati. L’intervento ha richiesto più tempo del previsto e il servizio è stato gradualmente riattivato in tarda mattinata, mentre nel primo pomeriggio tutti gli utenti hanno potuto tornare ad accedere alle proprie caselle di posta nelle loro piene funzionalità. Purtroppo nelle ultime ore si sono presentate instabilità all’infrastruttura e-mail, che ci costringono a una sospensione temporanea del servizio. I nostri tecnici stanno lavorando 24 ore su 24 per riportare il servizio alla consueta piena funzionalità nel minimo tempo possibile. Terremo aggiornati i nostri utenti in tempo reale attraverso tutti i nostri canali digitali. Ringraziamo per la pazienza e ci scusiamo per il disagio arrecato. Per ulteriori informazioni, i nostri utenti possono fare riferimento al numero 02-83 90 55 21 attivo dalle 8:00 alle 22:00 oppure contattarci tramite il sito Libero Aiuto: https://aiuto.libero.it 
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giovedì 15 giugno 2023

... il post-silvio? ...

... Giorgia "la regina di coattonia" si prenderà Forza Italia?

mercoledì 14 giugno 2023

... il santo corruttore ...

LA LEGGENDA DEL SANTO CORRUTTORE 

Editoriale di Marco Travaglio Su Il Fatto Quotidiano - 14 giugno 2023 

Agli innumerevoli delitti commessi da vivo, B. ne ha aggiunto un ultimo da morto. Il più imperdonabile: averci lasciato questa corte di vedove (non le due vere e quella finta: tutte le altre), prefiche, leccaculi, paraculi, piduisti, terzisti, parassiti, prosseneti, camerieri, servi sciocchi e soprattutto furbi che da due giorni lacrimano per finta (solo lui riusciva a piangere davvero a comando) a reti unificate, devastando quel po’ di informazione e di dignità nazionale che gli erano sopravvissute. Il giorno di lutto nazionale e i sette di lutto parlamentare, più che a B., sono un omaggio a Fantozzi e ai funerali della madre del megadirettore naturale conte Lamberti, immaturamente scomparsa all’età di 126 anni. Ora mancano solo la Coppa Cobram di ciclismo da Arcore a Pinerolo e la statua del de cuius all’ingresso del fu Parlamento, con inchino forzato e craniata incorporata per i cari inferiori. Le cascate di saliva che tracimano da ogni canale tv e da ogni giornale regalano perle inimmaginabili persino nei suoi anni d’oro. L’ex conduttore Mediaset intervista su La7 il suo editore ex Mediaset su quanto era buono e democratico l’editore precedente che stipendiava entrambi prima che lo mollassero perché era troppo buono e democratico. L’ex direttore del Corriere Paolo Mieli si pente in diretta dell’unico scoop della sua vita, sull’invito a comparire del ’94 a B. per le mazzette alla Guardia di Finanza, accusa i pm di non averlo torchiato a dovere per estorcergli le sue fonti che lui avrebbe senz’altro spiattellato in barba alla deontologia professionale, e comunque si scusa pubblicamente per aver pubblicato una notizia vera. Renzi, un Berlusconi che non ce l’ha fatta, saltella da una rete all’altra per leccare la bara a distanza, sperando di ereditare qualche briciola dal desco del caro estinto, peraltro invano (a parte i processi). Il rag. Cerasa, un Sallusti che non ce l’ha fatta, dipinge sul Foglio col pennino intinto nella bava il leader più estremista e populista mai visto in Europa come “argine all’estremismo e al populismo” e, siccome era culo e camicia con Putin, pure come “seduttore atlantista”. Attori, registi e soubrette “de sinistra” spendono capitali in necrologi piangenti per l’amico Silvio, sperando che pure gli eredi si ricordino degli amici. Francesco Gaetano Caltagirone svela finalmente chi fa i titoli e gli editoriali del suo Messaggero, firmandone finalmente uno al posto dei soliti nom de plume: “Un uomo che ha lasciato un’orma profonda”. Più che altro, un’impronta digitale. E un vuoto incolmabile nelle casse dell’Erario. Il Corriere fa rivoltare nelle tombe Montanelli, Biagi e Sartori col titolo cubital-vedovile “L’Italia senza Berlusconi”, presidiato da una schiera di lingue erette sul presentat’arm e seguito dalla doverosa intervista all’editore Cairo, che parla alla sua tv ma anche al suo giornale, casomai qualcuno pensasse che il berlusconismo è morto con B.. La Moratti assicura che la sua Rai del ’94 era liberissima perché B. l’aveva nominata presidente, ma poi non fece mai pressioni (non ce n’era bisogno), così lei poté nominare direttori i berlusconiani Rossella, Mimun e Vigorelli a sua insaputa. Le Camere Penali smentiscono persino Coppi (“B. perseguitato dai pm? Mai pensato”) e piangono comprensibilmente il cliente più illustre e munifico della categoria, “oggetto di una aggressione politico-giudiziaria che non ha precedenti nella storia della Repubblica”, visto che ha subìto “decine e decine di indagini e processi, con accuse fino alla collusione mafiosa e al ruolo di mandante di stragi, conclusesi con una sola condanna per elusione fiscale”. A parte il fatto che non fu per elusione né per evasione, ma per una frode fiscale pluriaggravata da 368 milioni di dollari, di cui 360 prescritti (come altri nove processi per gravissimi reati accertati, ma rimasti impuniti perché l’imputato aveva dimezzato i termini di decorrenza, senza dimenticare i fedelissimi finiti in galera al posto suo e i soldi alla mafia consacrati dalla sentenza Dell’Utri), le Camere Penose potrebbero vergare una nota identica per Al Capone: perseguitato con accuse di mafia, ma condannato “solo per elusione fiscale”. Un solo beneficato, Vittorio Feltri, ha il coraggio di dire la verità: “Non posso parlarne male perché mi ha fatto ricco”. Tutti gli altri ammantano le pompe funebri di “rivoluzione liberale” che “ha cambiato l’Italia”, anche se si scordano le 60 leggi ad personam e non riescono a citare uno straccio di sua riforma che abbia migliorato la vita di qualcuno che non fosse lui. Infatti vanno forte le corna a Caceres, il cucù alla Merkel, lo sguardo lubrico alla Obama e la spolverata alla sedia, come se uno statista si misurasse dal numero di guittate. Ma il ridicolo eccesso santificatorio non si deve solo al fatto che B. s’è comprato mezza Italia che conta e l’altra mezza avrebbe pagato per vendersi. Chi ha retto il sacco a un bandito per decenni ora deve dimostrare che era cosa buona e giusta. E chi vorrebbe delinquere anche lui in santa pace, avendo perso il grande alibi, cerca almeno un lasciapassare e un santo patrono. Oscar Wilde diceva che “certi uomini migliorano il mondo soltanto lasciandolo”. Ma, ora che ha raggiunto il paradiso (fiscale), possiamo dire senza tema di smentita che il padrone morto era molto meglio dei servi vivi.