Il Messaggio contiene un appello particolare ai giovani, invitati a riprendere la buona abitudine di visitare i nonni, gli anziani della propria famiglia e le persone che non ricevono visite.
Le parole “Io invece non ti dimenticherò mai” sono chiamate a diventare una promessa concreta di presenza, ascolto, affetto. Il rischio dell’oblio, sottolinea il Papa, riguarda infatti molti anziani che vivono soli o che, nelle strutture di cura, possono vedere la propria storia personale ridotta a una patologia o al numero di un letto.
domenica 26 luglio 2026
... VIVA i NONNI!!! ...
Giornata mondiale dei nonni e degli anziani. Messaggio del Papa: “Io invece non ti dimenticherò mai"
E' stata istituita da papa Francesco e collocata nella quarta domenica di luglio, in prossimità della memoria liturgica dei santi Gioacchino e Anna, nonni di Gesù
Istituita nel 2021, la Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani si celebra la quarta domenica di luglio e, quest'anno, ha un significato speciale: ricorre, infatti, nel giorno in cui la Chiesa festeggia i santi Gioacchino e Anna, i nonni di Gesù.
Tradizioni, storie e iniziative che testimoniano il valore dei nonni e degli anziani nella società e promuovono lo scambio con le giovani generazioni.
Il tema scelto da Papa Leone XIV: "Io invece non ti dimenticherò mai" (Is 49,15)
Il tema scelto quest’anno da papa Leone XIV è tratto dal profeta Isaia: “Io invece non ti dimenticherò mai” (Is 49,15). Una promessa che richiama ogni comunità cristiana a farsi vicina alle persone anziane, in particolare a quelle che vivono nella solitudine, nella malattia o in condizioni di maggiore fragilità.
Nel Messaggio per la Giornata, il Papa ricorda che Dio non dimentica nessuno e conosce il volto e la storia di ogni persona. La ricorrenza diventa così un’occasione per riscoprire che “la Chiesa è chiamata a essere madre di tutti” e che, in ogni stagione della vita, è possibile riconoscersi figli e figlie amati da Dio.
Rivolgendosi direttamente agli anziani, Leone XIV riprende l’immagine del “nuovo popolo” utilizzata da papa Francesco per descrivere una generazione sempre più numerosa nella società contemporanea.
«Non abbiate paura della fragilità», è l’invito del Pontefice. La debolezza, quando viene accolta e riconosciuta, può infatti aprire alla solidarietà, al sostegno reciproco, alla preghiera e alla ricerca della riconciliazione e della pace. Il Papa ringrazia inoltre gli anziani per la loro preghiera quotidiana e li invita a continuare a sostenere la Chiesa e il mondo, in un tempo segnato dalle guerre e dalla violenza. Molti di loro, osserva Leone XIV, si interrogano sul futuro nel quale cresceranno i propri nipoti: anche per questo la loro invocazione per la pace rappresenta un dono prezioso per tutti.
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