giovedì 2 luglio 2026

... 5 anni dopo ...

Quasi 200 miliardi di euro. Negoziati e ottenuti in Europa dal Presidente Conte e dal M5S lottando con le unghie e con i denti. Era la più grande occasione della storia repubblicana: il PNRR doveva garantire asili nido in ogni quartiere per non costringere le donne a scegliere tra lavoro e maternità, Case di comunità per curare gli anziani vicino casa, treni moderni per unire il Nord al Sud e incentivi per la transizione energetica delle imprese. Ma proprio mentre si preparava a gestirlo, il governo Conte fu fatto cadere e il timone passò ad altri. E oggi, quello che doveva rappresentare il nuovo piano Marshall per l'Italia si è tramutato nel peggior fallimento del governo Meloni. Abbiamo perso il treno, e non si tratta dell'ennesimo ritardo alla Salvini: lo abbiamo proprio perso. 5 anni dopo, i progetti conclusi sono solo il 36%: uno su tre. E nonostante ciò, solo grazie al PNRR il Paese non è ancora in recessione. Basta guardare l'Italia di oggi per capire il disastro. Una sanità allo stremo dove quasi 6 milioni di cittadini rinunciano a curarsi per liste d’attesa infinite e le poche Case di comunità restano scatole vuote senza personale. Le infrastrutture al collasso, con un servizio ferroviario regolare appena sei giorni al mese tra guasti e continui disagi, mentre il carovita morde con l'inflazione risalita al 3,2% e gli stipendi fermi al palo. L'industria in ginocchio dopo tre anni di calo della produzione, affossata dalla burocrazia di "Transizione 5.0", trasformata da volano di sviluppo a palude che mette a rischio le imprese. Non hanno semplicemente gestito male i fondi, hanno tradito la missione del PNRR, trasformando la più grande opportunità di rilancio della Repubblica in chiacchiere da campagna elettorale. Hanno scelto di fare propaganda anziché cambiare la vita delle persone e il conto, salatissimo, lo stanno pagando gli italiani. 


 Chiara Appendino.

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