giovedì 30 luglio 2026

... NO COMMENT!!! ...

𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐚𝐫𝐫𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 "Dalle parole ai fatti. Grazie Lega!". Matteo Salvini ha postato martedì la prima pagina di Libero con l'arresto di un quattordicenne, venduto come il "primo arresto del decreto anti maranza" (termine razzista e come tale viola il Codice deontologico dei giornalisti, ndr). Quel decreto non esiste. Esiste un disegno di legge sull'imputabilità dei minori, approvato dal Consiglio dei ministri il 23 luglio, che in Parlamento non è ancora arrivato e il cui testo nessuno ha letto. Grazie Lega, dice. Il disegno di legge l'hanno proposto Giorgia Meloni e Carlo Nordio, e Libero è del gruppo di Antonio Angelucci, deputato della Lega. Un partito che si ringrazia da solo sul giornale di un suo parlamentare, per una legge che non c'è. Il ragazzo è finito in manette con le norme di sempre, quelle del codice Rocco, scritto dal guardasigilli di Mussolini, che su questo era più prudente di questo governo. Ripetiamolo, rifacciamo la conta coi dati di Save the Children: le sentenze di non luogo a procedere per accertata immaturità erano 256 nel 2004, sono state 60 nel 2024, e i proscioglimenti dello stesso tipo dei tribunali per i minorenni quattro. Quattro. È lì che il governo ha visto l'emergenza. Dopo il decreto Caivano i detenuti negli istituti minorili sono passati da 381 a 572 in tre anni, e per la prima volta nella storia le carceri minorili sono sovraffollate. Quello era un decreto vero, ed è l'unica cosa che ha prodotto. Al ministro che sullo Stretto, dopo il no della Corte dei conti, ha smesso di dare date ai cantieri è arrivata finalmente un'opera consegnata in anticipo: una legge mai scritta, già in funzione, su un ragazzino di quattordici anni.

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