lunedì 20 luglio 2026

... l'ICE docet!!! ...

"Al presidio organizzato al Pilastro per protestare contro lo spietato assassinio di Abderrahim Fakir da parte della polizia, avvenuto stamattina a Bologna, ci sono centinaia di donne e uomini che reclamano giustizia. La sorella grida che lo hanno schiacciato per terra, sull’asfalto bollente, senza lasciargli scampo. Una ragazza ricorda che in questo quartiere gli abusi della polizia sono all’ordine del giorno. Il Pilastro è uno stigma e se ci vivi sei uno spacciatore, un teppista, un criminale. Donne e uomini migranti dicono che vivono qui da anni e da anni qui lavorano, eppure le loro vite non valgono niente. Qualcuno ricorda al microfono quanto tempo ci mette la Questura a rinnovare un permesso di soggiorno e dalla folla si alzano le grida di chi dice dieci mesi, un anno, un anno e mezzo. Contano i documenti che ti pesano addosso come un macigno e il colore della loro pelle che condanna i e le migranti a essere fermati dalla polizia quando vanno o tornano dalle fabbriche, dai magazzini dell’Interporto, dove lavorava anche Abderrahim, dalle scuole. Mentre il governo e l’Europa firmano patti di remigrazione, mentre dall’altra parte dell’oceano altri migranti sono stati ammazzati impunemente dall’ICE di Trump, a Bologna l’assassinio di Abderrahim è un altro evento della violenza razzista istituzionalizzata che segna la vita quotidiana di uomini e donne che sono in Italia da decenni, o che ci sono nate. Chi ora attraversa il pilastro in corteo reclama una risposta collettiva, che restituisca ad Abderrahim la verità, alle ragazze e ai ragazzi che hanno assistito al suo assassinio la possibilità di credere che non condivideranno il suo destino, e che ci permetta di conquistare la forza per lottare contro la normalità della violenza, del razzismo e dello sfruttamento" 


(Coordinamento migranti Bologna)

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