giovedì 16 luglio 2026

... trasmigratori! ...

Insegnamo un pó di storia ai fascistelli che inneggiano al Duce. C'è un paradosso che vale la pena ricordare. Nel 1935 Benito Mussolini celebrava gli italiani definendoli: Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di Trasmigratori ». Quel termine, TRASMIGRATORI, non era casuale: riconosceva una caratteristica storica dell'Italia, quella di un popolo che, per secoli, è emigrato in ogni parte del mondo in cerca di lavoro, dignità e futuro. Milioni di italiani sono stati accolti, con difficoltà e spesso subendo discriminazioni, in Europa, nelle Americhe e in Australia. Oggi, invece, molti di coloro che si richiamano al fascismo o ne rivendicano simboli e idee sostengono la remigrazione , cioè l'espulsione o il rimpatrio forzato di immigrati e, in alcune versioni del concetto, anche di persone nate e cresciute in Europa ma considerate "non appartenenti" per origine. Fa riflettere che gli stessi che si richiamano a quella tradizione politica sembrino dimenticare una parola incisa persino sul Palazzo della Civiltà Italiana: trasmigratori. La storia dell'Italia è anche una storia di emigrazione. Ricordarlo non significa negare il diritto di discutere le politiche migratorie di oggi, ma evitare di cancellare ciò che siamo stati. 

Comitato di cittadini attivi e democratici in difesa della Costituzione 

 Vincenzo San.

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