giovedì 2 ottobre 2025
... come i partigiani ...
Come i partigiani
Vedo un filo ideale, politico e anche generazionale che lega i volontari disarmati della Flotilla ai volontari che 80 anni fa andarono in montagna.
Con tutte le differenze storiche del caso, ovviamente, ci sono però elementi comuni.
Anche oggi abbiamo un governo che ha fatto precipitare la dignità internazionale dell'Italia nell'ignominia: ignora ostentatamente un genocidio, ma non solo: sostiene attivamente un criminale di guerra, Netanyahu, lo finanzia.
E non cerca neanche di coprirsi con atti simbolici come il riconoscimento dello Stato di Palestina, l'Italia è unico paese del nucleo storico della Ue e ormai uno dei pochi del mondo a non aver aderito.
Mai l'Italia era caduta così in basso nel dopoguerra.
La Flotilla ha dimostrato a un paese imbruttito e indolente che ci si può ribellare alle ingiustizie e che tutte le armi del mondo, la violenza sistematica, sono inutili di fronte alla coscienza dei giusti, non cambiano la ragione con il torto.
E questo ha scatenato un entusiasmo giovanile come non si vedeva da oltre 20 anni, dai tempi del G8 e del movimento no global.
Per molti ragazzi questo è un momento iniziatico, importante, come lo fu per altre generazioni la mobilitazione contro la guerra nel Vietnam , o appunto, in condizioni interne ben più drammatiche, la Resistenza.
Anche a noi "vecchi" la Flotilla ha dato una boccata di ossigeno strappandoci da quella soffocante condizione di impotenza, frustrante, del dover assistere a crimini così orrendi sentendosi inutili.
La sistematica uccisione di una popolazione civile, messa in piedi con perfetta organizzazione e dispiegamento di mezzi dal governo israeliano, che è arrivato persino all'abominio di usare la fame e la sete per stroncare un popolo, viene fatta sotto l'occhio distratto ma anche si direbbe compiaciuto del nostro governo, che ci rappresenta davanti al mondo, anche a noi che gli siamo ostili.
Bene, questa catena è stata spezzata.
Tutti i partiti sono stati travolti, anche quelli di opposizione, da un movimento popolare che non vuole timidi intermediari, che se ne fotte del voto nelle Marche e di quanto questo o quel politico abbia parlato nel suo comizietto della Palestina.
La foga con cui i servi mediatici al servizio del governo (neo) fascista si scagliano per denigrare con la bava alla bocca la Flottilla (i vari Vespa, Sechi, etc, e tutta l'armata Rai e i giornali della destra) è inversamente proporzionale alla rabbia nel vedere che il veleno che sputano a reti unificate non ha alcun effetto, anzi, nel paese cresce la solidarietà agli oppressi e l'ostilità agli oppressori.
Infine un ultimo effetto tonico e balsamico per la mia anima: avermi ridato il senso della parola "compagno" così squalificata e persa negli anni.
So chi sono i miei compagni, li riconosco, e non hanno una etichetta o una tessera in tasca, i miei compagni sono quelli con cui faccio un pezzo di strada, e che mi piace pensare che assieme a loro, come successe per quelli che andarono in montagna, pochi o tanti che fossero, si restituisca dignità e onore a questo paese.
Paolo Soglia.
... peggio di così!! ...
TORO, SERVE UNA SCONFITTA FINALE CONTRO LA LAZIO PER L' ESONERO DI BARONI.
NUOVO INIZIO CON DE ROSSI?
Sabato la squadra di Barboni scenderà in campo a Roma contro la Lazio per un'ultima sconfitta salutare.
Poi molto probabilmente Marco Baroni verrà esonerato dopo aver lasciato il Toro in piena zona retrocessione.
Il sostituto? DDR, Daniele De Rossi.
Chiediamo ad A.S. Roma Talk se ha informazioni importanti sul bravo Daniele come allenatore.
Intanto Raffaele Palladino avrebbe rifiutato la panchina granata, poiché non convinto dal progetto Ciarlo.
Urbano Cairo Fan Club.
Massimiliano Borasi
Grande Palladino lo ammiro cominciano i rifiuti nessuno vuol venire a far figure di merda con una squadra costruita da uno che vende giornaletti da un euro! Senza un senso! Quest’anno sarà serie B
mercoledì 1 ottobre 2025
... tecnofascisti!! ...
Mentre presentava il suo "piano" per #Gaza - sostanzialmente, la resa totale dei palestinesi, un'amministrazione fiduciaria guidata da Bloody #Blair (meglio noto come "il macellaio di Baghdad") che dia il via ai progetti speculativi di "Gaza riviera", e le orde sioniste che rimangono a occupare gran parte della Striscia -, l'amministrazione #Trump consumava un altro colpo di teatro.
Riuniti a #Quantico, in #Virginia, centinaia di generali delle forze armate, in uno scenario che evocava in modo caricaturale la sequenza iniziale del film "Patton, generale d'acciaio", l'autocrate della #CasaBianca e il suo sociopatico tirapiedi addetto alle bombe, Pete #Hegseth, hanno annunciato al mondo la loro nuova "dottrina militare".
In un tripudio di esibizioni testosteroniche, deliri contro lo spettro della "cultura woke" e la decadenza in cui essa avrebbe precipitato le virtù virili dei "guerrieri americani", i due hanno annunciato la trasformazione del "Dipartimento della difesa" in "Dipartimento della guerra", affermato con enfasi che le forze armate si debbano preparare ai prossimi conflitti (su che scala?) ed evocato l'uso dell'arsenale nucleare.
In uno dei suoi consueti panegirici fascistoidi, Trump ha ripetuto che il nemico da combattere è all'interno degli #USA, manifestando l'intenzione di militarizzare la società americana in funzione repressiva (evidentemente contro la sinistra, le minoranze e la popolazione migrante).
Il neofascismo statunitense, i suoi alleati (come il genocida #Netanyahu) e i suoi servi (ad esempio il governo #Meloni) stanno trascinando il mondo nell'abisso.
Serve una nuova #Resistenza: dobbiamo fermarli!
... la nuova luna! ...
𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐥𝐨 𝐬𝐛𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐧𝐚
Il #buongiorno di Giulio Cavalli
Scrivo questo buongiorno con colpevole ritardo dopo una notte passata in una veglia laica che ha tenuto insieme il Paese, le piazze, i social e un’infinita diretta sui canali di Global March To Gaza Italia, la componente italiana della missione Global Sumud Flotilla.
Qualche giorno fa, il 22 settembre, scrivevano i giornali - quelli che non spacciano calunnie - che mai negli ultimi anni si erano viste le piazze così piene e variegate. Ieri sera il cuore di quelle piazze - mai stanco e mai domo - si è rimesso in moto seguendo le barche. È stata la notte in cui la fregata italiana ha scelto di fermarsi di fronte a una linea rossa immaginaria tracciata da Israele e inesistente per il diritto internazionale. È stata la notte in cui artisti, intellettuali e attivisti hanno ringraziato una missione civile per avere toccato i nervi di una comunità che si è riconosciuta sognante e attiva. E stata la notte in cui un pezzo di Paese s’è sentito imbarcato.
Nell’Italia che non vota cinquanta barche in mezzo al mare portano con sé le Costituzioni, i diritti, la storia “e il vangelo”, come ha detto a notte fonda lo storico Tomaso Montanari. E così s’è celebrata una veglia laica che non ha niente a che vedere con il ricordo ma che sa di movimento - per mare e per terra - e che si ostina a combattere l’infingardia e la vigliaccheria di una politica complice.
Gli equipaggi della Global Sumud Flotilla - quelli di terra e quelli di mare - vengono dal futuro. Si sono scrollati di dosso la cortese diplomazia che calpesta il diritto internazionale. Sarà per questo che un pezzo di Paese li segue con la stessa apprensione dello sbarco sulla luna.
Iscriviti a:
Post (Atom)











