giovedì 25 giugno 2026

... un po' di ironia!! ...

Sentite, sono anni che i talk-show, i dotti opinionisti e una certa politica complice mi martellano la testa con questa storia che la Russia ci vuole invadere. Tutti uniti nel sacro dovere di spaventarci, magari per giustificare il miliardesimo stanziamento a favore dei soliti, famelici mercanti d'armi. E io giuro che ci ho provato a farmela salire, questa benedetta paura. Mi sono sforzato con tutto me stesso per fare la mia parte di bravo cittadino terrorizzato. Ho passato intere serate a sbirciare da dietro le persiane aspettando i carri armati in Via del Corso, ho persino iniziato a fare scorte di vodka e a ripassare il cirillico la sera prima di dormire, non si sa mai. Per un periodo, ogni volta che sentivo un rumore sospetto in cantina, pensavo: "Ecco, ci siamo, è l’avanguardia di Mosca che sbuca dalle fogne". Ma soprattutto, mi sono sforzato di capire quale incredibile colpo di genio strategico spingerebbe Putin a dichiarare guerra all'Europa. Ci penso e ci ripenso, ma il vantaggio mi sfugge. Cosa vorrà mai fare? Conquistare il Molise per controllare i pascoli? O forse il suo sogno segreto è invadere Bruxelles per prendersi il monopolio delle quote latte e dei divieti sui formaggi tipici? Immagino già lo stato maggiore russo che mappa palmo a palmo i caselli della Salerno-Reggio Calabria per bloccare i nostri vitali rifornimenti di mozzarelle. Un piano perfetto, non c'è che dire. Niente. Non ci riesco. Non mi hanno convinto. Ora, per favore, risparmiatemi il solito riflesso condizionato: non datemi del putiniano, perché non lo sono affatto. Il punto è un altro. È che se si prova a guardare la cosa senza il copione della propaganda sotto il naso, al di là dei torti e delle ragioni - che ci sono sempre, ci mancherebbe - la sensazione è un'altra. La sensazione è che questo sia, molto banalmente e tragicamente, un gigantesco regolamento di conti privato tra stati. Una faccenda squisitamente loro, tra Russia e Ucraina. Ma la nostra politica, si sa, ha questo disperato bisogno di trascinarci nel fango di un'apocalisse globale. Altrimenti, per far girare l'economia dei signori della guerra, quale altra scusa potrebbero mai inventarsi? 


 Mauro David.

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