giovedì 4 giugno 2026

... brava Pina, vai, vai!! ...

E alla fine se n'è andata pure lei. Pina Picierno ha lasciato il PD. Ci sono notizie che arrivano come un temporale d'agosto: improvvise, fragorose e poi quel profumo di terra bagnata che sa di liberazione. Chi ha passato gli ultimi anni a leggerla minacciare addii a ogni intervista, a spiegare al PD cos'è il PD, a fare la vicepresidente del Parlamento europeo nei ritagli di tempo lasciati liberi dalle ramanzine al suo partito, oggi può finalmente godersi il momento. Pina Picierno, quella che votava sì alla riforma Meloni-Nordio mentre il PD chiamava al No. Pina Picierno, quella che si incontrava con il think tank della destra israeliana mentre i suoi colleghi chiedevano il cessate il fuoco a Gaza. Pina Picierno, quella che si svegliava la mattina e prima ancora del caffè aveva già attaccato Schlein. Se n'è andata. E adesso scoppieranno i titoli di giornale, le interviste-fiume in cui spiegherà che il PD non è più casa sua, che Schlein l'ha costretta, che lei voleva solo fare politica seria. Vedremo lacrime, vedremo retroscena, vedremo i soliti commentatori che da sempre ci spiegano che senza i riformisti il centrosinistra non vince. Va bene, accomodatevi. Ma intanto, oggi, lasciateci festeggiare. Perché ci sono separazioni che fanno male e separazioni che sono un regalo. E questa, diciamocelo, è di quelle che il PD aspettava da troppo tempo senza avere il coraggio di chiederla. 

Buon viaggio, Pina. La porta è quella. E si chiude da sola.

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