Mauro David.
mercoledì 10 giugno 2026
... che meraviglia!! ...
Che meraviglia la politica nostrana quando cerca di farsi istituzionale, borghese, quasi presentabile, e poi inciampa nel più classico dei suoi riflessi condizionati.
Prendete Giorgia Nazionale. Ha passato mesi, anni, a tentare di fare il travestimento perfetto: la sarta di Bruxelles, la sposa fedele di Washington, la destra seria, quella che non urla più, quella che indossa il doppiopetto della responsabilità. E ci provava, poverina. Cercava di convincere tutti che la sua destra fosse una cosa moderna, un'evoluzione della specie.
E poi? Poi arriva il Generale.
Il mondo al contrario (ma proprio tanto)
Il generale Vannacci. Uno che non sussurra, uno che non media. Uno che ha capito che nel grande mercato della democrazia dello spettacolo, se dici una cosa sensata non ti calcola nessuno, ma se scrivi un bignami di scontento da bar, diventi un filosofo contemporaneo.
E qui casca l'asino. O meglio, casca la maggioranza.
Perché Vannacci non è un problema per la sinistra, no, il generale è il cancro silenzioso della stessa Meloni. È il fantasma del passato che ritorna a chiedere il conto.
Capite il dramma intellettuale e strategico? La Meloni vuole accasarsi con i moderati europei, vuole sembrare una statista. Ma il suo elettorato, quello vero, quello profondo che scalpita sotto la cenere, sente il richiamo della foresta. Sente il Vannacci che parla di "normalità", di "patria", di "mondo al contrario", e comincia a sbavare.
Il ricatto del "più a destra di me"
Vannacci ha un merito grandioso, tipico dei catalizzatori del populismo: ha tolto la maschera al gioco. Alle prossime elezioni, ogni voto preso dal generale è un voto sottratto al grande disegno egemonico di Fratelli d'Italia.
Il dilemma di Meloni: Se lo rincorre sul terreno della provocazione e dell'estremismo, perde quello che resta della patente di credibilità internazionale (mai avuta, ma lei pensa di si) per la quale sta sudando sette camicie. Spaventa i mercati, spaventa l'Europa.
L'alternativa tragica: Se lo ignora e fa la moderata, lascia praterie libere alla Lega di Salvini – che ormai si è ridotta a fare il fan club del Generale pur di racimolare un due percento in più – e regala il suo elettorato più arrabbiato a chi la accuserà di essere diventata "di sistema". Di essersi venduta ai poteri forti. Lei! Che sul "contro il sistema" ci ha costruito una carriera.
Che ironia sublime. La destra che viene cannibalizzata dalla sua stessa ombra.
E il resto della maggioranza? Guarda lo spettacolo terrorizzato. Forza Italia che cerca di fare la parte dei liberali educati, che si scandalizzano un tanto al chilo per salvare la faccia, ma sanno benissimo che se la barca affonda, affondano anche loro. E Salvini, ridotto a fare il portaborse del Generale, sperando che un po' di quel fango dorato della provocazione rimanga attaccato anche alle sue felpe ormai fuori moda.
Buon voto a tutti, insomma. E che il Generale vi conservi intatto il gusto per il ridicolo. Perché ne avremo un disperato bisogno.
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