
Sono per le unioni civili, per l'integrazione e l'accoglienza agli immigrati. E quindi piaccio a sinistra.
Tifo per la causa palestinese e per l'autodeterminazione di quel popolo. E quindi continuo a piacere alla sinistra.
Ma non rifiuto il libero mercato, sono per la competitività delle imprese private e quindi piaccio improvvisamente anche ai centristi-liberali.
Mi oppongo all'ideologia "woke" e soprattutto detesto l'eccesso di politicamente corretto. Mi fa schifo la "cancel culture". E quindi piaccio anche a destra.
Sono per la medicina basata sulle evidenze, detesto i novax, i fricchettoni, quelli che parlano di Big Pharma e quindi continuo a piacere ai moderati. E i complottisti mi odiano.
Poi mi ritengo un "atlantista critico", detesto le politiche Usa e sono profondamente severo su quello che fa la Nato. E ritorno a piacere a sinistra.
Però sono fortemente europeista, da sempre: e quindi confondo la stessa sinistra che, prima, mi applaudiva.
Difendo Michele Mari? E quindi piaccio a destra.
Poi attacco Erri De Luca? E piaccio agli scrittori di sinistra.
Insomma, si può dire definitivamente che non appartengo a nessuno e a niente?
E sono uno dei pochi esemplari viventi a capire bene i problemi specifici e sapere adottare soluzioni trasversali?
Cito di nuovo Gaber:
"Sono diverso e certamente solo, sono diverso perché non sopporto il buon senso comune, ma neanche la retorica del pazzo. Non ho nessuna voglia di assurde compressioni, ma nemmeno di liberarmi a cazzo."
Votatemi.
Carlo Righetti.
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