venerdì 12 giugno 2026

... Il grido di Tirana!! ...

Nonostante le minacce e gli insulti, dopo undici giorni consecutivi, il movimento non solo resiste, ma cresce. Martedì nella città di Fier, durante una tappa del tour che celebra il trentacinquesimo anno dalla fondazione del Partito Socialista, Edi Rama ha detto che per venerdì 12 giugno la discussione sulle richieste del movimento deve finire. Una sorta di ultimatum. Non è chiaro cosa intendesse nel concreto, ma sappiamo che venerdì Edi Rama prevede di fare in pompa magna la grande festa per il trentacinquesimo del suo partito proprio a Tirana. Il Primo Ministro nei giorni scorsi ha pubblicato anche un comunicato rivolto alla stampa internazionale, dai toni surreali, dove attacca tutti i media del mondo che hanno parlato delle proteste e spiega loro che dalle informazioni e i calcoli che il Governo ha fatto, sono 2.000 le persone che stanno protestando. Avete capito bene: duemila. La risposta alle più o meno velate minacce sulla giornata di venerdì 12 giugno e su questi calcoli, che sono diventati un boomerang che ha prodotto centinaia di meme, la vedete nella foto della piazza di giovedì sera. Non è intelligenza artificiale. Forse la manifestazione più grande da quando è scoppiata la rivoluzione. Lo scarto tra il nervosismo, la volgarità, la violenza verbale e becera, le fake news che vengono agitate contro il movimento e la creatività, la dissacrazione, la bellezza e la popolarità del movimento è sempre più evidente. Ogni arma contro il movimento viene ribaltata, “memetizzata”, disinnescata. Nel frattempo, sul piano documentale, inchieste di Reporter.al e Shteg.org hanno svelato passaggi di proprietà da 306.000 euro nell’area di Zvërnec, ma anche gli atti del Governo che hanno disposto il passaggio di 5,6 milioni di metri quadrati dell’isola di Sazan, il 90 per cento dell’isola, dal demanio pubblico ad una struttura statale che ha la missione di valorizzare il patrimonio e gli “investimenti strategici”. Nel corso dei giorni, tra i tanti slogan che rappresentano le voci del movimento e delle tantissime ragioni della protesta, che attacca tutto il sistema e tante altre situazioni oltre alla questione della laguna di Narta, ce n’è uno che ora dopo ora è diventato sempre più importante, sempre più duro, sempre più popolare: Dorëheqje, Dimissioni. La diaspora in tutto il mondo sta continuando ad organizzare manifestazioni e presidi ovunque, ma questo fine settimana, a partire da domani, il luogo dove essere per chi ne ha la possibilità è proprio Tirana, il cuore della rivoluzione.

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