È una notizia gravissima.
E non arriva da una fonte qualsiasi: arriva da una Commissione indipendente delle Nazioni Unite.
Per mesi ci hanno chiesto prudenza. Ci hanno chiesto di non usare certe parole. Ci hanno detto che erano “danni collaterali”, “incidenti”, “tragiche conseguenze della guerra”.
Ma quando i bambini vengono deliberatamente presi di mira, quando un intero popolo viene bombardato, affamato, sfollato e privato di futuro, il nome è uno solo: genocidio.
E davanti a un genocidio non si resta neutrali: o si sta dalla parte delle vittime, o si diventa complici.
Carolina Morace.
Nessun commento:
Posta un commento