Il #buongiorno di Giulio Cavalli
La penna che ha scritto il regolamento sulle procedure d'asilo, l'architrave del nuovo Patto migrazione e asilo, è di Fabienne Keller, gruppo Renew. La penna del regolamento rimpatri, approvato dal Parlamento europeo il 17 giugno con 418 voti, è di Malik Azmani, ancora Renew. I due testi che blindano la frontiera europea portano la firma del centro che si proclama europeista.
A votarli, il Ppe insieme ai conservatori di Fratelli d'Italia, alla Lega e all'estrema destra dell'AfD: la maggioranza che regge la Commissione si è rotta proprio sull'immigrazione, e ha vinto la linea più dura.
Comodo addossare tutto alla "destra". I popolari, che del diritto internazionale e umanitario dovrebbero essere i custodi, ne sono diventati gli avversari. Col Patto in vigore dal 12 giugno la detenzione supera i 18 mesi della vecchia direttiva, gli hub di rimpatrio sbarcano in paesi terzi, l'asilo si fa procedura accelerata. Amnesty parla di norme punitive, il Ceps teme la violazione della Convenzione di Ginevra.
La vergogna è non vedere la mutazione. Renew, qui da noi, è la famiglia di Renzi, Bonino, Calenda, rimasta sotto il 4% alle europee del 2024. Eppure un eurodeputato italiano il gruppo l'ha appena trovato: il 4 giugno Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo eletta col Pd, ha lasciato i socialisti ed è entrata in Renew, in nome dell'europeismo e dell'atlantismo. Il manto nobile attira, e copre chi smonta i patti fondativi mentre giura di difenderli.
L'Unione europea si tradisce a ogni passo e chiama solidarietà il proprio tradimento. Da noi qualcuno dovrebbe dirlo, invece di applaudire.
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