domenica 25 ottobre 2026

... una voce nel deserto!! ...

Pasolini non parlava solo di economia, di ricchezza o di classi sociali. Parlava di qualcosa di molto più profondo: la nostra coscienza. Di quel meccanismo invisibile per cui finiamo per accettare di essere sfruttati, riducendo la libertà a un semplice scaffale di consumi e misurando il nostro valore, e quello degli altri, in base al potere o al denaro. A distanza di anni, quel grido ci interpella ancora, in modo quasi scomodo: Non c’è vera pace finché c’è chi comanda e chi è costretto a obbedire. Non c’è normalità in una società che si regge sull’ingiustizia silenziosa. Non c’è futuro finché la verità continua a farci più paura della menzogna. Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di una forma di ribellione diversa: non violenta, ma mentale. Di riprendere a pensare con la nostra testa. Di rimettere il valore dell’essere umano al primo posto, prima di ogni ruolo, prima di ogni logica di profitto. 

Solo allora potremo cominciare a costruire, davvero, un tempo giusto.

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