sabato 24 ottobre 2026

... Gratteri DOCET!!! ...

Nicola Gratteri è intervenuto per riportare la discussione su un piano di verità. Ha ricordato che quella che abbiamo visto non è stata una rivolta caotica, né una mobilitazione manipolata da chissà quali poteri: è stata una protesta democratica, legittima, fatta come si devono fare le proteste. «Io ai presidi ho visto gente pulita, gente normale che protestava», ha detto con chiarezza. È una fotografia precisa. Ai presidi c’erano agricoltori, famiglie, piccoli imprenditori, autotrasportatori, cittadini comuni. Persone che ogni giorno lavorano, pagano, si spaccano la schiena e che, semplicemente, non ce la fanno più. Gratteri ha respinto con forza la narrazione che ha provato a sporcare la protesta, quella che parla di “infiltrazioni”, “manovre oscure”, “mafie dietro ai blocchi”. Una narrazione comoda, perché permette alla politica di evitare la domanda più scomoda: perché così tante persone, così diverse tra loro, sono scese in strada? Semplicemente perché sono stanche. Perché sono strozzate dai costi. Perché vivono ogni giorno la distanza tra ciò che guadagnano e ciò che devono pagare. Perché il carburante è diventato un lusso, la spesa una scelta sui beni indispensabili, il lavoro che non garantisce più una vita dignitosa. Gratteri ha anche invitato a distinguere la responsabilità personale da quella collettiva. Se qualcuno sbaglia, risponde personalmente. Ma non si può usare l’errore di pochi per criminalizzare la protesta dei molti. Non si può trasformare un disagio reale in un pretesto per delegittimare chi ha scelto di manifestare in modo civile. E infatti la protesta si è allargata. Agli agricoltori si sono aggiunti gli autotrasportatori, poi altri cittadini. Un allargamento spontaneo, non organizzato da nessuno, che ha reso più incisivo il blocco fino a provocare ripercussioni sulla distribuzione delle merci. Non è stato il caos a rendere visibile la protesta: è stata la realtà. La realtà di un Paese che non riesce più a respirare. La realtà di persone che non chiedono privilegi, ma ascolto. La realtà di una mobilitazione che non nasce dalla violenza, ma dalla necessità. 

E Gratteri lo ha detto senza giri di parole. 


 Domiziano Mastrangelo.

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