venerdì 16 ottobre 2026

... una serata a Trieste ...

Trieste, 14 ottobre 2026 

Cronaca di una serata. 

 Curiamo i feriti, rivestiamo gli ignudi, diamo da mangiare agli affamati. Non é vangelo. É solo realtà. Siamo gli unici in strada ad accogliere, assistere, testimoniare le vite di ragazzi migranti che, a sera, giungono dai monti. Siamo sotto prescrizione oraria: dalle 18 alle 20. Sabato 17 e domenica 18 ci sono vietati. É la prima volta in 7 anni. Siamo affannati ma ce la facciamo. Alle 20 in punto lasciamo la piazza. Alle 20.10 la piazza viene invasa dai carabinieri. Controllano i documenti dei richiedenti asilo: sono in regola ma abbandonati in strada. Aspettano solo di accedere alla questura. C’è chi aspetta da luglio come Muhammad, torturato in Libia e, di rinvio in rinvio, rinviato a fine ottobre. Poi, chissà se gli daranno un altro rinvio. C’è chi, come Irshan, appena arrivato, piedi devastati, che mi chiede di portarlo davanti ai carabinieri perché vuole “essere preso” e chiedere l’asilo. Parlo con i carabinieri ma mi rispondono che non è loro compito. Intanto il cane cinofilo annusa tutto il parco senza trovare nulla. Che delusione per i più. Chissá che qualcuno non metta qualche bustina per incolpare i migrant. Puó essere una buona idea, vero?! Nel silenzio tombale della piazza si sente la voce sprezzante di un carabiniere che urla “Go, go” ai ragazzi, quasi fossero zecche da schiacciare. Davvero in quella che voi chiamate piazza Libertà, non possono sostare i migranti, che non sono clandestini ma che avete abbandonato in strada? Davvero Trieste rimane zitta zitta, tranne rare eccezioni, di fronte a un quadro così cupo? Avete fatto il deserto e lo chiamate decoro. Non spegnerete i nostri sogni, il desiderio di giustizia, il diritto alla cura. Noi non siamo venduti ai quattro denari. La nostra Cura é l’amore come atto politico che sta alle radici della vita. 


[Lorena Fornasir]

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