domenica 31 gennaio 2010

...finalmente...

Ciao Enza, grazie per le tue e-mail e scusa per il ritardo nella risposta: ho dovuto formattare il mio computer- si bloccava specialmente sulle pagine internet e dovevo ogni volta farlo ripartire da zero.
Mia moglie è tornata a casa dall'ospedale con tante scatole di medicine da consumare, è spesso stanca e deve mettersi a letto o sul divano a riposare- la terapia è sospesa per una decina di giorni perchè possa ristabilirsi almeno un po'--anche mia madre è tornata dall'ospedale- si muove per casa con un sostegno a treppiede, ma ha bisogno di una signora per le pulizie e per farle un po' da mangiare- per fortuna abbiamo la persona giusta che le fa anche da infermiera- naturalmente mio fratello ed io la visitiamo nel corso della settimana per i necessari rifornimenti. In questo periodo mi sembra di vivere in un incubo, con la paura che succeda qualcosa di ancora più brutto di quello che nel frattempo ci è capitato. Ho disattivato Facebook dopo aver letto gli ultimi scritti di P. Barnard. Condivido le sue argomentazioni- il nostro è sempre e comunque un "attivismo da tastiera" mentre i fatti ci travolgono senza che ci si possa in qualche modo opporre.
Spero di ricevere altre tue e-mail e ti ringrazio ancora.
Renato.

mercoledì 27 gennaio 2010

Giornata della memoria

Giornata della memoria Israele, Iran e' pericolo

L'Iran costituisce un pericolo per il mondo intero: ne è convinto il presidente israeliano Shimon Peres, che ha duramente criticato a Berlino il governo di Teheran nel corso del suo intervento al Bundestag in occasione della Giornata della Memoria. Peres ha esortato la comunità internazionale ad agire contro l'Iran ed ha sottolineato che Israele respinge "un regime fanatico che disprezza la Carta delle Nazioni Unite".

Un regime che possiede impianti atomici e armi nucleari, con le quali terrorizza il proprio Paese e altre nazioni, ha proseguito, "costituisce un pericolo per il mondo" intero. I milioni di ebrei uccisi dai nazisti devono servire da insegnamento, ha commentato il presidente israeliano: "Mai più si potranno ignorare dittatori assetati di sangue che si nascondono dietro maschere demagogiche e pronunciano slogan omicidi".

Ad Auschwitz ha invece parlato il premier israeliano, Beniamy Netanyahu. Dio vegli su questa terribile terra diAuschwitz e degli altri campi di sterminio, ha detto esprimendosi in ebraico alla cerimonia commemorativa nell'ex campo nazista. Mentre parlava sotto un tendone montato nell'ex Lager di Birkenau Netanyahu e' apparso visibilemente commosso.

Il suono delle sirene del lager ha aperto nel campo di sterminio la cerimonia per i 65 anni della liberazione dal nazismo. Anniversario che ha visto appunto la guida suprema dell'Iran Ali Khamenei auspicare 'il giorno in cui le nazioni mediorientali assisteranno alla distruzione del regime sionista'. Con l'Iran 'un altro orrore sta arrivando nel mondo', la replica del presidente del congresso ebraico mondiale Ron Lauder nelle celebrazioni a Cracovia. Non si puo' trattare con Ahmadinejad che vuole distruggere Israele, ha ammonito l'ex deportato e premio Nobel Elie Wiesel parlando a Montecitorio, in una delle iniziative italiane dedicate al Giorno della Memoria.

Lo stesso Wiesel e' stato ospite al Quirinale di una cerimonia alla quale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha invitato le alte cariche dello Stato, gli amministratori locali e molti ex deportati, i loro familiari e studenti che hanno partecipato al concorso che premia i lavori scolastici rivolti ad approfondire la conoscenza della Shoah.

L'esperienza della Shoah, della deportazione e dello sterminio degli ebrei "é una tragica esperienza ancora carica di insegnamenti e di valori", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale ringraziando con commozione gli studenti che si sono impegnati ad approfondirne la conoscenza. "E' motivo di conforto per noi. Noi non chiediamo di meglio per trasmettere il testimone, a nome dello Stato, ai giovani".

MESSAGGIO VIDEO OBAMA: OMAGGIO AI SOPRAVVISSUTI - "Voi non siete ex prigionieri voi siete monumenti viventi". Così il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in un messaggio video ha reso omaggio ai sopravvissuti presenti alla cerimonia al Teatro dell'Opera di Cracovia, che apre la giornata di commemorazione del 65/mo anniversario della liberazione da parte dell'Armata Rossa del più grande campo di sterminio nazista. "Vi ringrazio per aver trovato il coraggio di ritornare in un luogo, la cui stessa terra è ancora imbevuta delle ceneri delle vittime", ha detto il presidente Usa, ricordando anche le altre vittime, morte nei campi di sterminio nazista, i polacchi, i rom, "i gay e non".

PAPA, MAI PIU' CRIMINI COSI' EFFERATI - Quelli compiuti dalla Germania nazista, in particolare contro il popolo ebraico, sono "crimini di inaudita efferatezza". Lo ha detto il Papa che, nella giornata della memoria ha invocato "Dio onnipotente" affinché "illumini i cuori e le menti, perché non si ripetano più tali tragedie!". Il ricordo della Shoah, ha detto al termine del'udienza generale nell'aula Paolo VI, "susciti un sempre più convinto rispetto della dignità di ogni persona, perché tutti gli uomini si percepiscano una sola grande famiglia".

"Sessantacinque anni fa, il 27 gennaio 1945 - ha detto il Papa ai fedeli riuniti nella Sala Nervi - venivano aperti i cancelli del campo di concentramento nazista della città polacca di Oswiecim, nota con il nome tedesco di Auschwitz, e vennero liberati i pochi superstiti. Tale evento e le testimonianze dei sopravvissuti - ha proseguito - rivelarono al mondo l'orrore di crimini di inaudita efferatezza, commessi nei campi di sterminio creati dalla Germania nazista".

Benedetto XVI ha sottolineato come oggi si celebri il Giorno della Memoria, "in ricordo di tutte le vittime di quei crimini, specialmente dell'annientamento pianificato degli Ebrei, e in onore di quanti, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati, opponendosi alla follia omicida". "Con animo commosso", il pensiero di papa Ratzinger è andato "alle innumerevoli vittime di un cieco odio razziale e religioso, che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte in quei luoghi aberranti e disumani". "La memoria di tali fatti - è stato l'appello del Pontefice tedesco -, in particolare del dramma della Shoah che ha colpito il popolo ebraico, susciti un sempre più convinto rispetto della dignità di ogni persona, perché tutti gli uomini si percepiscano una sola grande famiglia". "Dio onnipotente - ha concluso Benedetto XVI - illumini i cuori e le menti, affinché non si ripetano più tali tragedie!".

BERLUSCONI, IL RICORDO E' UN DOVERE - "Il ricordo è un dovere, perché tutto ciò non possa più accadere". Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rende omaggio al giorno della memoria a dieci anni dalla legge che ha previsto la sua istituzione "in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti". Si tratta, scrive il premier in un messaggio, di "un'iniziativa importante del Parlamento italiano, che ha portato all'attenzione dello Stato e di tutto il Paese il ricordo di un evento fino a quel momento coltivato prevalentemente dalla comunità ebraica, che ne è stata vittima. Grazie a questo provvedimento, il ricordo della Shoah é uscito dallo stretto ambito privato ed è stato affidato alle Istituzioni il compito di rendere omaggio alle vittime e di proteggere le future generazioni da deliranti ideologie ispirate dall'odio razziale".

FINI, COMBATTERE SEMPRE ANTISEMITISMO - "L'antisemitismo va combattuto anche quando si traveste da antisionismo". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini nell'Aula di Montecitorio in occasione della Giornata della Memoria sottolineando quanto sia sempre attuale il dovere della testimonianza. "Dobbiamo essere consapevoli che oggi, quando si parla di distruggere Israele, si parla nuovamente di sterminare gli ebrei. E lo dimostra - spiega il presidente della Camera - una quantità di inquietanti episodi, a partire dai proclami non solo di tante organizzazioni estremiste e integraliste, ma purtroppo anche di Capi di Stato nei confronti dei quali è troppo flebile la protesta della comunità internazionale".

SCHIFANI, OGGI SIAMO TUTTI EBREI - ''Ogni uomo oggi e' ebreo. Anche io oggi sono ebreo'': sono le parole conclusive dell'intervento pronunciato dal presidente del Senato Renato Schifani ''emozionato e commosso'', come lui stesso ha detto, alla Risiera di San Sabba nel Giorno della Memoria. Il presidente del Senato, accompagnato dal Segretario generale, ha richiamato il valore della memoria come strumento indispensabile per salvare la speranza del futuro. ''La verita' dell'olocausto va affermata, ricordata, compresa fino in fondo. Ogni ipocrisia - ha proseguito Schifani, ricollegando la memoria della Shoah all'attualita' - va smascherata. Oggi i confini di Israele non sono mero dato geografico, sono i confini della nostra stessa Patria, i confini della nostra civilta', i confini della nostra storia. Questo significa ricordare: non gettare lo sguardo solo al passato, ma gettare ponti per un futuro di pace vera. In questo senso, ogni uomo oggi e' ebreo. Anche io oggi sono ebreo''.

SCRITTE ANTISEMITE A ROMA - "Olocausto propaganda sionista" e "27/01: ho perso la memoria". Accanto una croce celtica. Queste le scritte tracciate sul muro accanto all'ingresso del Museo della Liberazione di Via Tasso a Roma. Le scritte, lunghe quasi due metri e realizzate con una bomboletta spray nera, sono state notate questa mattina. Imbrattata anche la targa di marmo posta all'ingresso del Museo. Un mezzo del servizio decoro dell'Ama, l'azienda che si occupa di rifiuti a Roma, ha cancellato con potenti getti d'acqua le scritte antisemite apparse questa notte sull'edificio del Museo storico della Liberazione a via Tasso a Roma. Le scritte sono apparse sull'angolo dell'edificio con via Francesco Berni. "Le ho scoperte io questa notte verso l'una - spiega Agostino, custode del museo da molti anni - ho subito avvisato il commissariato di via Petrarca. Sono solo dei cretini, e forse non bisognerebbe dargli tanta importanza perché è quello che vogliono".

Non c'é solo la scritta contro il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici al civico 212: questa notte gli esponenti del movimento di estrema destra Militia hanno sistematicamente tappezzato di scritte con spray nero praticamente tutta la lunghezza di via Cavour. Colpendo anche il sindaco definito "verme sionista". I messaggi sempre quelli: l'odio per l'ebraismo, oggi nel Giorno della memoria. Si comincia con due grandi scritte quasi all'altezza di Santa Maria Maggiore dirimpetto al civico 80: 'Casa lavoro giustizia sociale' firmato Militia e un simbolo fascista. Proprio accanto si può leggere 'Hamas vincera''. Al 178 c'é solo la firma del movimento. Poi al 212 la scritta contro Pacifici; all'incrocio con via di Santa Maria Maggiore c'é uno degli slogan del movimento 'Vita est Militia'.

Al 213 poco più in basso, 'Usa, Israele boia' sempre firmato Militia. Al 256 invece, accompagnato da una croce celtica e da un simbolo fascista (ma senza la firma Militia) la scritta 'Pdl vermi' che sembra vergata con lo stesso spray delle altre scritte e dallo stesso tempo. Accanto comunque c'é un altro slogan del movimento, 'Osa con noi' questa volta firmato. Continuando a scendere verso via dei Fori Imperiali la parete più colpita è il contrafforte in muratura di San Pietro in Vincoli. Sulla scalinata appare la firma Militia; accanto la scritta 'Il Talmud e' razzismò con il simbolo fascista e la firma del movimento. All'altezza di via dei Serpenti hanno insultato anche il sindaco Alemanno: 'Alemanno verme sionista vita est Militia'. Ultima scritta, sul muro di una scuola dopo via degli Annibaldi, "A morte Israele vita est Militià quasi al civico 260. Gli operatori del decoro urbano dell'Ama sono al lavoro per rimuovere tutte le scritte.

...incubo senza fine...

...di questo post è rimasto solo il titolo- questa annotazione è posteriore- ma credo sia sufficiente a descrivere il mio stato d'animo in quel momento.

venerdì 22 gennaio 2010

...aggiornamento sul movimento NOTAV...

Ancora una volta sono arrivati di notte a militarizzare la valle per
piantare una trivella. Botte a parte, è il copione del 2005.
E la risposta popolare è stata pronta e ferma. Come allora.
In questi giorni la valle di Susa, Sangone, Area Torinese e il movimento
No Tav stanno subendo una serie di attacchi orchestrati dai promotori
del Tav Torino-Lione. Di fronte al tentativo di piazzare le trivelle per
cominciare i sondaggi (ne sono previsti circa 90 in tutto il territorio
che va da SettimoT.se a Chiomonte) tante persone si sono mobilitate in
queste settimane.


E' nato il presidio Maiero-Meyer all'autoporto di Susa dove dal 9
gennaio centinaia di persone si danno il cambio giorno e notte per
impedire i carotaggi. Sono state piazzate alcune trivelle in zone
periferiche di Torino e cintura e per farlo sono stati impiegati
centinaia di agenti di polizia che vegliano i cantieri. Alla stazione
ferroviaria di Collegno per quattro giorni un presidio di attivisti ha
contrastato i lavori di sondaggio. Nuovi presidi permanenti sono partiti
negli ultimi giorni in valsangone (sulla provinciale tra Rivoli e
Villarbasse) e nei pressi della stazione di S.Antonino per monitorare il
territorio e comunicare con la popolazione.
Sabato sera mani ignote hanno appiccato il fuoco al presidio di Bruzolo
disabitato in quel momento, questo attacco è un gesto intimidatorio,
tipico del modo con cui la delinquenza organizzata ha operato da sempre,
in Italia per intimidire la resistenza popolare contro la speculazione e
la distruzione dei beni comuni. L'attacco si inserisce appieno nel clima
di discriminazione vergognosa creato ad arte dai mass media contro il
movimento NO TAV. Vengono nascoste le ragioni dell'opposizione e ampio
spazio viene dato agli slogan dei politici che con la loro
superficialità e arroganza minimizzano la portata di un movimento
popolare di massa che in questi anni ha saputo con fiera determinazione
impedire la truffa colossale del Tav salvando la valle di Susa da una
devastazione annunciata.
Anche gli amministratori della valle, democraticamente eletti, stanno
subendo affronti e tentativi di delegittimazione dalle autorità
provinciali e regionali e l' Osservatorio, spacciato inizialmente come
luogo di confronto tecnico, ha ormai svelato chiaramente il suo ruolo:
la progettazione della nuova linea Torino-Lione. Chi ci sta otterrà in
elemosina le compensazioni, gli altri sono esclusi e scavalcati: alla
faccia della democrazia!
Una prima risposta a tutto ciò è stata data domenica scorsa con una
fiaccolata a Bruzolo che ha visto la partecipazione di alcune migliaia
di persone accorse per respingere con forza l'attacco di stampo mafioso
contro il presidio.
Ma l'indignazione popolare è crescente in valle di Susa e non solo,
tanta gente non ne può più di questo clima ed è disposta a dimostrarlo
ancora una volta
SABATO 23 GENNAIO 2010 con una GRANDE MANIFESTAZIONE che partirà alle
ore 14.00 dal PRESIDIO NO TAV DI SUSA AUTOPORTO per raggiungere la città
di Susa.
Partecipiamo in tanti, partecipiamo tutti per ribadire ancora una volta
il No al Tav (in qualsiasi forma e tracciato si presenti)
Per respingere la campagna di sondaggi truffa
Contro il partito trasversale degli affari che vorrebbe trasformare il
nostro territorio in un enorme cantiere per almeno vent'anni
In solidarietà alle amministrazioni comunali sotto attacco.
FUORI LE MAFIE DALLA VALSUSA
I VALSUSINI NON PAGHERANNO IL "PIZZO"!
SE VUOI DIFENDERE LA TUA TERRA E IL TUO FUTURO SABATO NON PUOI MANCARE!

mercoledì 20 gennaio 2010

...a Enza Stridi...continuare a combattere...

E' proprio così, ho madre e moglie all'ospedale! Stamane sono corso a sentire i medici- mi hanno un po' rassicurato- gli esiti dell'elettrocardiogramma non rivelano alcunchè di negativo e la creatinina sta cominciando a scendere- però è dura!! si è appesi giorno per giorno alla speranza di una notizia positiva, che faccia intravedere un barlume di luce là, in fondo al tunnel- ma questo tunnel è lungo, troppo lungo.
Grazie per le tue parole- spero di leggerti presto.

...da Facebook...Enza Stridi...

Ho capito bene? Hai sia tua madre che tua moglie in ospedale?
Guardiamola da questo punto di vista, il dolore ci forgia in modo tale che saremo in grado di affrontare tante cose, anche quelle che normalmente fanno bloccare persino le persone più determinate.
A me proprio stanotte è morto uno zio, ad essere sincera non ero legatissima a lui, ma l'idea di respirare in questi due giorni sofferenza e morte mi angoscia...angoscerebbe chiunque, per carità, ma quando vivi così spesso certe situazioni ogni volta è sempre più difficile...stringiamo i denti, sono sicura che non si romperanno.

martedì 19 gennaio 2010

...a Enza Stridi...grazie Enza...

Grazie Enza per avermi fatto partecipe di un sia pur piccolo dettaglio della tua lotta quotidiana contro le avversità che ti tormentano.
Ho letto in ritardo il tuo scritto perchè in questi giorni vado a trovare mia moglie in ospedale, ricoverata per la seconda volta in pochi mesi. dopo l'asportazione di un rene per un tumore; credimi ho passati momenti di vero sconforto, inveendo contro questo nuovo anno che non portava altro che dolore e tristezza, in aggiunta alla disoccupazione ed a altri guai che non sto ad elencare per non tediarti.
Ma, nonostante tutto ciò, non voglio abbattermi, non devi abbatterti!! Continuo a leggere, a scrivere sul mio blog, ad emozionarmi per un pezzo musicale, ad amare i miei videogames strategici, ad essere un curioso della vita- si perchè il nostro dovere è quello di andare avanti, resistere e soprattutto continuare a pensare, cosa che forse qualcuno ci vuole impedire di fare.