sabato 5 luglio 2025

... Destra cognita! ...

"C’è una città in Nebraska che si chiama Curtis. 900 anime, in mezzo al nulla, nel cuore rurale dell’America. Alle ultime elezioni: 87% Trump, 12% Harris. La prossima settimana chiude il Curtis Medical Center, l’unico ospedale della zona. Il motivo? I tagli a Medicaid realizzati attraverso la cosiddetta “Big Beautiful Bill”, la legge di bilancio voluta da Trump. Non resterà nemmeno un pronto soccorso. Nessun medico. Nessun ambulatorio. Solo chilometri di silenzio e asfalto prima di trovare una flebo o un’ecografia. Ma tranquilli, la colpa è della lobby LGBT. O degli abortisti. O della sinistra al caviale. O degli immigrati. Mai di chi taglia. Mai di chi votano. Mai di chi li prende in giro da 30 anni, promettendo Dio, patria e famiglia mentre smantella ospedali, scuole e diritti. La destra è questo, negli Stati Uniti come in Italia: ti toglie la sanità e ti dice che la colpa è degli altri. E nel frattempo, ti lascia solo. Anche quando muori". Questo posto che riprendo pari pari da quei geni di Abolizione del suffragio universale non solo racconta un fatto triste ed esilarante. Ma paradigmatico. Per questo lo riprendo. Quello che è accaduto a Curtis in Nebraska in realtà sotto traccia accade sempre. In maniera più subdola e meno eclatante. Ma accade sempre. Quando le classi sociali meno abbienti votano a destra, per quanto delusi dalla sinistra, l'unico "benefico" che ne traggono e vedere peggiorare la propria condizione materiale. Perché la destra una cosa fa. Gli interessi dei più ricchi, anche se a votarla sono i più poveri!!! 

 Mario Imbimbo.
Che Paese è quello in cui i giornalisti non possono fare domande alla Presidente del Consiglio? Non è un Paese normale. Non è un Paese democratico. Sono mesi che Giorgia Meloni si sottrae a una vera conferenza stampa, con domande libere, senza filtro. La donna più potente d’Italia, che tiene in mano le leve dell’economia, della politica estera, della giustizia, rifiuta sistematicamente il confronto con la stampa. Non è accettabile. In un Paese democratico, chi governa risponde. Risponde alle opposizioni, risponde al Parlamento, ma soprattutto risponde ai cittadini. E i cittadini hanno diritto a un’informazione libera, plurale, indipendente. Hanno diritto a giornalisti che possano fare domande. Tutte le domande. Anche le più scomode. C’è un clima di paura. La democrazia, quella vera, quella del confronto e della trasparenza, sta scomparendo sotto terra. Non possiamo abituarci. Parlo da politico, ma anche da giornalista. Per cinquant’anni ho fatto questo mestiere e so bene qual è il problema principale in Italia: un conflitto di interessi strutturale, editori non indipendenti, un’informazione spesso condizionata dal potere economico e politico. Ma c’è anche un’altra responsabilità. Quella degli editori e delle testate che si dichiarano libere. Bene: cominciate a pretendere risposte. Dite ai vostri giornalisti di non aver paura, di cominciare a porre le domande. Il compito dell’informazione non è compiacere il potere, ma raccontarlo, interrogarlo, metterlo di fronte alle proprie responsabilità. La stampa ha il dovere di fare domande. E la politica ha il dovere di rispondere. Perché la verità non è mai una minaccia. È il fondamento stesso della democrazia. 

@Sandro Ruotolo

Nessun commento:

Posta un commento