mercoledì 3 settembre 2025
... P 9 ...
... stamane mio blitz all'Ospedale Oftalmico per riprenotare la visita oculistica + OCT di Maria Rosa: nuova data 19/9 ore 12,15!!
martedì 2 settembre 2025
... Trump e Xi ...
𝐓𝐫𝐮𝐦𝐩, 𝐢𝐥 «𝐜𝐚𝐩𝐨𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨» 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐚𝐥𝐚 𝐚 𝐗𝐢 𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐯𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨
Il #buongiorno di Giulio Cavalli
Donald Trump rivendica «l’arte dell’accordo», ma a forza di trattare per la foto di copertina ha dato a Xi Jinping le chiavi dell’ordine globale. L’incontro con Putin, venduto come discontinuità, ha sdoganato il Cremlino dall’angolo delle sanzioni e consegnato a Pechino un partner rivitalizzato, libero di giocare la partita anti-occidentale senza pagare il prezzo dell’isolamento. Il risultato non è una pace: è una resa.
Il «capolavoro» è tutto qui. Trump ha smontato, pezzo dopo pezzo, il perno atlantico costruito dagli Stati Uniti. Ha messo in saldo la sicurezza europea e trasformato l’Ucraina in moneta di scambio, mentre Xi e Putin incassano il dividendo: un asse che propone un nuovo ordine, meno regole condivise e più sfere d’influenza.
Il resto è propaganda. Mentre a Washington si celebra l’«accordo storico», a Mosca si brinda alla fine dell’isolamento: a Putin è bastato presentarsi per tornare interlocutore inevitabile. A Pechino, invece, si pianifica. La Cina ottiene tempo e margini: guida il sud globale, attira capitali fuori dal dollaro, fissa norme alternative per infrastrutture e tecnologie. E gli alleati europei restano senza bussola, costretti a negoziare da deboli su energia e sicurezza e tecnologia. E l’Europa paga il conto: una Nato più fragile, mercati nervosi, diritti ridotti a pedine sulla scacchiera delle concessioni.
Non è realpolitik: è miopia. Un presidente che scambia le luci del palco per politica estera ha regalato ai rivali ciò che inseguivano da anni. Chiamarlo capolavoro è corretto solo se si aggiunge l’aggettivo: fallimentare.
lunedì 1 settembre 2025
... NO, non ci siamo!! ...
Ultime 7 partite del Toro in Serie A:
-2 punti (2P 5S)
-1 gol fatto (su rigore)
-13 subiti
Ultimo gol su azione in serie a: 23 aprile 2025 (637 minuti fa)
Torino–Fiorentina 0-0. Già il risultato basterebbe come insulto a chi si ostina a chiamarlo ancora “calcio”, ma non è solo un pareggio, è un manifesto della decomposizione.
Pedersen che sembra inciampato per sbaglio in Serie A, Lazaro che entra e gioca come se stesse aspettando l’autobus sotto la pioggia, Casadei che ha la mobilità di un armadio Ikea, Ngonge che pare un attore impotente di un film porno gay anni ‘70 ed il resto che galleggia tra errori, passaggi orizzontali o peggio ancora all’indietro e sguardi persi.
Gente che pare raccattata perché manca il numero per il calcetto del giovedì.
Poi ci si chiede il perché.
Basta guardare chi comanda il circo: Cairo che tratta il Torino come una filiale della sua tipografia, Vagnati che passa il tempo a vendere fumo e comprare figurine scadute, Baroni che dopo i ceffoni di Milano oggi avrebbe firmato con sangue e sperma per lo 0-0, tanto che zero a zero è stato.
Cairo aveva detto che voleva finalmente divertirsi: in 180 minuti due tiri in porta, zero gol fatti e cinque subiti.
Spero per lui che si diverta con poco a questo punto.
Ed il quadro generale è pure peggio: tra venerdì e oggi, sette (si, avete capito bene: SETTE su otto) primi tempi chiusi a reti inviolate in una mattanza di noia.
Il nulla spalmato sul niente come margarina scaduta.
Lo chiamano ancora campionato, ma è un cimitero con le luci accese.
La Serie A di oggi è un reparto geriatria travestito da spettacolo: vecchi che arrancano, giovani che sembrano già rassegnati, allenatori che preferiscono addormentarsi con lo 0-0 piuttosto che rischiare un colpo di vita.
Non è calcio: è il silenzio imbarazzante prima che qualcuno si decida a staccare la spina.
Una prece.
Ernesto Bronzelli.
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