Qualcuno qui da noi prenda esempio.
lunedì 3 marzo 2025
... tutto d'un pezzo!! ...
Si può dire tutto quello che si vuole di Volodymir Zelensky, ma il modo in cui stasera, senza mai alzare il tono né cedere a una provocazione, ha tenuto testa con la schiena dritta e con una dignità assoluta a un gangster urlante e minaccioso e al suo scagnozzo che cercavano in tutti i modo di umiliarlo, offenderlo, intimidirlo e infine strappargli una firma su un contratto capestro e unilaterale, beh, ecco, questo è quello che fa un leader, un politico degno di questo nome e il Presidente di un Paese occupato senza essersi mai inginocchiato né prima al tiranno russo né, men che meno, ora al multimiliardario americano.
Ed è qualcosa a cui, alle nostre latitudini di servi inginocchiati, adulatori e cheerleader c’eravamo anche dimenticati come fosse fatto.
Ognuno può pensare quello che vuole di Zelensky, anche criticarlo perché non è esente da critiche, ci mancherebbe.
Ma stasera, per il modo in cui ha tenuto la schiena dritta davanti all’aggressione in mondovisione dell’uomo più potente e pericoloso al mondo, non si può, proprio non si può non riconoscerne l’enorme dignità e non stare con la testa, con il cuore e pure con le viscere dalla parte di Volodymir Zelensky contro il nuovo padrone del mondo.
... serva schifosa!! ...
A Londra, i leader europei si sono riuniti sull'Ucraina. Si parla ancora di armi su armi. Missili e miliardi da Londra per l'Ucraina; la Presidente Von der Leyen - sostenuta da Meloni e centrosinistra europeo - che ormai affida lo sviluppo europeo a un massiccio piano di investimenti militari; l'accenno a un piano di pace di Gran Bretagna e Francia per l'Ucraina. E Meloni? Di fatto, non pervenuta. Attende istruzioni da Washington: prima del vertice ha provato a telefonare a Trump ma le istruzioni non sono ancora chiare, ha anticipato che volerà presto a Washington per farsi spiegare meglio. Nel frattempo spara il primo pensiero che le passa per la testa, anche il più balzano, come l’applicazione dell’art. 5 per l’Ucraina senza ingresso nella Nato. Il che significherebbe esonerare l’Ucraina dagli obblighi dell’Alleanza ma riconoscerle il diritto di portarci in guerra. Piuttosto venga subito in Parlamento a spiegare la posizione che porterà al Consiglio europeo del 6 marzo dopo essersi impegnata finora solo per aumentare a dismisura le spese militari.
Abbiamo diritto di discutere e sapere, senza giochi di prestigio e prese in giro, dopo anni di fallimenti. Se l'Europa, con l'Italia in testa, si fosse mossa da subito per negoziati di pace, come chiedevamo anni fa, oggi saremmo protagonisti, avremmo accordi più vantaggiosi per l'Ucraina, avremmo evitato morti e distruzione, spese in armi e danni economici per il nostro Paese, che paghiamo salatamente anche in bolletta con famiglie e imprese sul lastrico.
La Premier ci ha detto come un disco rotto che dovevamo mandare armi su armi e che “scommetteva” sulla vittoria contro la Russia. Solo un mese e mezzo fa sosteneva che la Russia si era "impantanata". Purtroppo la “scommessa” è persa. Ma non la sta pagando lei. Lei, di fronte al fallimento di questa strategia, gioca ora a nascondino. Venga in Aula a chiedere scusa agli italiani, a spiegare se esiste una posizione unitaria nel suo Governo - visti gli stracci che volano in maggioranza - e venga a dirci come intende rimediare ai fallimenti. Senza aspettare istruzioni da Washington!
L’Europa si prepara alla difesa di Kiev senza gli USA.
Stanno parlando esattamente di questo: reclutare 300mila nuovi soldati, acquistare 1.400 carri armati, creare 50 nuove brigate, acquistare 2mila veicoli da combattimento per la fanteria e 700 pezzi di artiglieria.
Stanno discutendo di come raddoppiare la spesa militare entro i prossimi cinque anni aggiungendo almeno 250 miliardi di euro all'anno. Una follia! Oggi è questa l'Unione Europea.
E chi manifesta a favore di questa Unione Europea come la Schlein, sta manifestando per la guerra, per l'impoverimento delle famiglie, per la distrazione di centinaia di miliardi dalla sanità, dalla scuola, dal welfare e da tutta la spesa sociale.
Ma ci rendiamo conto di quello che stanno facendo? Possibile che con un po’ di propaganda, tra l'altro anche scadente, riescano a convincere l'opinione pubblica che tutto ciò sia normale? Fermiamoli! No guerra !
Giuseppe Conte
domenica 2 marzo 2025
... Monza 0 Torino 2 ...
Massima resa con il minimo sforzo: il Toro porta a casa tre punti importanti e ha dimostrato di aver trovato la sua dimensione. Ottima prestazione di Casadei, ragazzo dal futuro assicurato e con la personalità dei grandi.
La risposta a chi credeva che questa fosse una squadra che potesse rischiare la B.
Complimenti ancora a Vanoli per aver trovato la quadro e rasserenato l'ambiente.
Avanti così
Torino Football Club #torino
Il Torino batte il Monza senza troppi problemi. Vittoria secca per 0-2 da parte dei granata: Elmas nel primo tempo e Casadei nel secondo stendono un Monza volenteroso, ma non in grado impensierire concretamente i propri avversari. La squadra di Nesta resta all'ultimo posto, il Torino invece avanza.
Nel prossimo turno di campionato il Monza affronterà l'Inter, mentre il Torino dovrà vedersela con il Parma!
sabato 1 marzo 2025
... Michele Serra ...
Il mondo sta cambiando con una velocità imprevista, la storia galoppa e non concede requie nemmeno ai più disattenti e ai più pigri. Il disorientamento, e anche un livello non ordinario di paura, sono stati d’animo diffusi: ognuno di noi può percepirli nelle conversazioni quotidiane. Non serve un politologo o un filosofo, basta un amico al bar per sapere che si guarda al presente con sconcerto, e al futuro con apprensione.
Esiste ancora il concetto politico-strategico di “Occidente” nel quale sono cresciute le ultime generazioni di — appunto — occidentali? Che fine farà l’Europa, che oggi ci appare il classico vaso di coccio tra due vasi di ferro, per giunta ricolmi di bombe atomiche? Sopravviverà la way of life europea a questa stretta, che mette in discussione ciò che banalmente chiamiamo democrazia, ovvero separazione dei poteri, diritti e doveri uguali per tutti, libertà religiosa e laicità dello Stato, pari dignità e pari serenità per chi è al governo e chi si oppone?
E se le autocrazie parlano semplice e parlano chiaro (e parlano falso a loro piacimento, grazie alla costante contraffazione tecnologica della realtà), quale linguaggio dovrà adottare l’Europa perché la sua voce non solo sia udibile, ma anche forte, convincente, seducente almeno quanto la voce dei suoi nemici?
Mi è capitato di rispondere a queste domande nel modo più istintivo. Forse, anche, nel modo più “sentimentale” — ma le emozioni esistono, e a farne senza poi si vive male. In un’Amaca di pochi giorni fa, intitolata “Dite qualcosa di europeo”, e nella mia newsletter sul Post, mi sono domandato perché non si organizza una grande manifestazione di cittadini per l’Europa, la sua unità e la sua libertà. Con zero bandiere di partito, solo bandiere europee. Qualcosa che dica, con la sintesi a volte implacabile degli slogan: “qui o si fa l’Europa o si muore”. Nella sua configurazione ideale, lo stesso giorno alla stessa ora in tutte le capitali europee. Nella sua proiezione più domestica e abbordabile, a Roma e/o Milano, sperando in un contagio continentale.
In ambedue i casi la quantità di mail e di messaggi traducibili con “io ci sto, io ci sarò, ditemi solo dove e quando” è stata semplicemente impressionante. Non mi era mai capitato niente del genere in decenni di scrittura pubblica. È come se mi fossi affacciato dalle due finestrelle di cui dispongo per vedere se giù in strada c’era qualcuno con cui scambiare quattro chiacchiere, e avessi trovato una piazza già piena. Non convocata, non organizzata, ma con una volontà di esserci che non è nemmeno un desiderio: è proprio una necessità. E pure essendo molto circoscritta — come è chiaro a me per primo — la mia platea mediatica, mi sono detto che forse è il caso di insistere. Di provarci. Anche perché le omissioni, in una fase così grave e convulsa della storia, sono imperdonabili.
Io non ho idea di come si organizzi una manifestazione. Non è il mio mestiere. Non ho neanche, a differenza delle Sardine, cultura e destrezza social quante ne servono per rendere veloce e pervasiva la convocazione di un evento. Non so nemmeno dirvi a che cosa serva esattamente, in questo nuovo evo, una manifestazione di persone in carne e ossa: se sia un rito arcaico e pedestre di fronte al dilagare fulminante delle adunate algoritmiche; se sia un moto generoso ma destinato poi a disperdersi nelle ovvie difficoltà politiche (unire l’Europa ma come? Ma quando? E scavalcando per primo quale dei cento ostacoli senza poi inciampare nel secondo?).
Ma penso che una manifestazione di sole bandiere europee, che abbia come unico obiettivo (non importa quanto alla portata: conta la visione, conta il valore) la libertà e l’unità dei popoli europei, avrebbe un significato profondo e rasserenante per chi la fa, e si sentirebbe meno solo e meno impotente di fronte agli eventi. E sarebbe un segnale non trascurabile, forse addirittura un segnale importante, per chi poi maneggia le agende politiche; e non potrebbe ignorare che in campo c’è anche un’identità europea “dal basso”, un progetto politico innovativo e rivoluzionario che non si rivolge al passato, ma parla del domani. Parla dei figli e dei nipoti.
Mi rivolgo dunque a chiunque abbia idea di come fare, sia l’ultimo degli elettori o il primo dei parlamentari, la più nota delle figure pubbliche o il più anonimo dei cittadini. Associazioni, sindacati, partiti, purché disposti poi a scomparire, uno per uno, nel blu monocromo della piazza europeista. Il mio sassolino nello stagno l’ho lanciato, speriamo che piovano pietre.
Michele Serra.
... I'm with Ukraine! ...
E niente, non solo la Storia non si studia , ma viene dimenticata a forza. I russi sono campioni di propaganda, infiltrano i paesi facendo lavaggi del cervello globale tramite i social e le teorie del complotto.
l'Ucraina dopo essersi resa libera e indipendent dalla Russia nel 1991 con un referendum, aveva nel 1994 ceduto tutte le sue armi nucleari alla Russia in cambio di promessa di libertà , indipendenza e sovranità. Si chiamava accordo di Budapest (firmato da Russia, usa e uk)
Per anni ci sono stati governi fantocci filo-Russia come in Bielorussia, dove non c'è nessuna libertà. Appena hanno alzato la testa per chiedere democrazia nel 2004 sono iniziate le rappresaglie russe, ricordate la timoshenko arrestata senza un processo? Poi nel 2014 con euromaidan la Russia ha violato l'accordo invadendo la Crimea e rafforzando la guerra civile nel Donbass.
Normale che usa e uk abbiano sostenuto l'Ucraina in nome di quell'accordo. Assurdo che ora gli US rinneghino quell'accordo.
Pace va bene, ma non stracciando il diritto internazionale (come fu nel 1938 a Monaco da cu Hitler si sentì libero di fare quello che voleva) perché allora sono dolori per tutti, perché qualunque dittatore criminale come Putin e a breve anche il Potus Usa si sentirà libero di fare quello che ritiene giusto per il proprio interesse.
Davide Bono.
L'umorista e illustratore spagnolo Asier Sanz ha vinto il premio al "Sal ão Medplan de Humor" brasiliano con un collage che gioca sulla pareidolia, la tendenza a vedere forme familiari in immagini vaghe. Il suo lavoro trasforma umoristicamente forme ambigue in figure riconoscibili, invitando gli spettatori a goderselo con un sorriso.
... Calendario ...
... giorni impegnativi mi aspettano, un calendario pieno di cose da fare, con la speranza che vada tutto bene!
... MARZO ...
... voglio essere ottimista, l'ottimismo della ragione: do un addio a lettere col teschio, dito medio e corna, questo deve essere un mese di lavoro, di proficuo lavoro!!
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