lunedì 10 dicembre 2018
domenica 9 dicembre 2018
... hajime ...
... una bellissima giornata passata in compagnia di amici, discutendo di arti marziali giapponesi, un "inizio" perfetto del periodo di feste di fine anno ...
venerdì 7 dicembre 2018
... ciao Gigi ...
Lutto nel mondo del calcio. Si è spento, all'età di 83 anni, Luigi Radice. Una carriera legata ai colori del Milan e a quelli del Torino, prima da giocatore e poi da tecnico. Con la maglia rossonera vinse tre scudetti a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, prima dello storico trionfo nella Coppa dei Campioni del 1963, la prima conquistata da un club italiano. I successi in panchina, invece, furono a tinte granata: fu lui a guidare il Torino alla conquista del campionato 1975-76, il primo (e finora unico) conquistato dopo la tragedia di Superga.
la carriera — Cresciuto nel vivaio del Milan, Radice ha debuttato in prima squadra nella stagione 1955-56. Poche presenze all'attivo ma due scudetti in bacheca nei primi quattro anni in rossonero, poi i prestiti alla Triestina e al Padova, preludio ad un ritorno all'ovile da protagonista. Colonna del Milan tricolore nel 1961-62 e del trionfo in Coppa dei Campioni nella stagione successiva, primo successo italiano nella più importante competizione europea per club. Ritiratosi in seguito a un grave infortunio, ha iniziato il percorso da tecnico nel 1966-67, sulla panchina del Monza. Promosso in Serie A col Cesena nel '72-'73, ha legato la sua carriera da allenatore allo storico scudetto conquistato alla prima stagione sulla panchina del Torino, che sotto la sua guida fu capace di conquistare il primo (e per il momento unico) tricolore dopo la tragedia del Grande Torino. Chiuse la carriera sulla panchina sulla quale aveva esordito: quella del Monza, guidato alla promozione in Serie B al termine della stagione 1996-97. Anche negli ultimi anni segnati dalla malattia, quel morbo di Alzheimer rivelato dalla dolorosa confessione del figlio Ruggero, Radice ha continuato a lottare con la sua indole da vero combattente. Il mondo del calcio oggi lo piange, ricordando con grande affetto un personaggio davvero d'altri tempi.
martedì 4 dicembre 2018
... 112 anni ...
Una storia lunga 112 anni. Una storia che racconta di una maglia granata cucita sul petto, una maglia costituita da valori imprescindibili. Onestà, coerenza, orgoglio. Il 3 dicembre 1906 dalla fusione tra la Football Club Torinese e un gruppetto di dissidenti della Juventus guidati dall’ex-presidente bianconero Alfredo Dick nacque il Torino Football Club. In via Pietro Micca, affacciata su Piazza Solferino, dove oggi ha sede il Caffè Norman, sorgeva la Birreria Voigt. E’ lì che la sera del 3 dicembre 1906 venne redatto lo statuto ufficiale del Torino Football Club con presidente Hans Schoenbrod e vice-presidente Alfredo Dick.
Edoardo Bosio: imprenditore e calciatore, fondatore del Torino
Nel novembre 1887 Edoardo Bosio, un imprenditore italiano di origine svizzera appena rientrato in patria dopo un viaggio in Inghilterra, e un gruppo di inglesi che lavoravano in una filiale torinese della Thomas Adams fondarono una società per la pratica del canottaggio e del calcio chiamata Torino Football & Cricket Club.
Torino: una storia lunga 112 anni
La neonata squadra disputò la sua prima partita a dieci giorni di distanza dalla fondazione, affrontando la Pro Vercelli in amichevole in trasferta: finì con una vittoria per 3-1. Il 13 gennaio 1907 il Torino batté la Juventus nel primo derby sul campo da calcio del Velodromo Umberto I grazie alle reti di Ferrari-Orsi e Kaempfer. Nel ritorno, disputato il 6 febbraio, il Torino si impose per 4-1 qualificandosi per la fase finale del campionato, dove, con 3 pareggi e una vittoria, si piazzò al secondo posto alle spalle del Milan, campione d’Italia nel 1907.
Le prime divise ufficiali della Torinese erano a righe verticali giallonere, ma si passò al granata al momento della costituzione del Torino Football Club. Fu lo stesso Dick a scegliere il colore granata poiché si rifaceva al colore della sua squadra del cuore svizzera, il Servette.
Il Grande Torino: la storia diventa leggenda
Nell’estate del 1939 l’imprenditore torinese Ferruccio Novo assunse la presidenza del club. Tifoso verace riuscì a circondarsi di fedeli collaboratori che ben presto gettarono le basi per la costruzione di una squadra che divenne prima storia poi leggenda. La squadra granata vinse in cinque anni quanto era possibile vincere in quel tempo in Italia. Inoltre, costituì l’ossatura della Nazionale guidata da un altro tifoso del Torino, Vittorio Pozzo. L’ascesa del Grande Torino coincise con gli anni del fascismo, della guerra, delle distruzioni. L’Italia lacerata si trovava a curare le ferite ed il Toro rappresentò l’unica consolazione, un barlume di luce nell’oscurità dello sconforto. Quella squadra divenne orgoglio di un’Italia che voleva ripartire più forte di prima. Una squadra formata da campioni dentro e fuori il campo. Una squadra destinata a vincere ancora se quel nefasto fato quel 4 maggio 1949 non avesse messo i titoli di coda alla bellissima storia.
3 dicembre 1906: nasceva il Torino Calcio
Oggi come allora, granata vuol dire passione, vuol dire onestà, vuol dire orgoglio anti-bianconero. Una passione che scorre nelle vene, un tifo mai finito, di una Torino onesta, quella granata che oggi compie 112 anni. Buon compleanno Toro.
lunedì 3 dicembre 2018
domenica 2 dicembre 2018
sabato 1 dicembre 2018
... get lucky ...
... inizio il mese di dicembre con una vecchia canzone e con un augurio di fortuna per noi due: ne abbiamo davvero bisogno!
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