Lorenzo Tosa.
mercoledì 29 ottobre 2025
... Zohran Kvame Mamdani ...
Il suo nome completo è Zohran Kwame Mamdani, ha 34 anni e il suo nome comincia a farsi strada negli Usa e nel mondo come la nuova, forse ultima, speranza “liberal” capace di fermare il trumpismo dilagante.
Mamdani è tutto quello che Trump e i Maga detestano e temono.
Nato a Kampala, in Uganda, da padre ugandese di origini sudafricane e madre indiana.
Il papà, Mahmood, è un intellettuale musulmano originario del Gujarat, tra i più importanti studiosi di post-colonialismo al mondo. La madre, Mira Nair, è una regista indiana di fama internazionale.
A cinque anni Mamdami si trasferisce con la famiglia a Città del Capo, a sette arriva a New York, dove si forma tra le scuole pubbliche del Bronx e del Queens.
Nel 2014 si laurea in studi africani al Bowdoin College, nel Maine, dove fonda anche il gruppo “Students for Justice in Palestine”.
Comincia così una brillante carriera da attivista e da politico. Sostenitore di Sanders prima, poi eletto direttamente per tre volte come rappresentante dell’Assemblea di New York.
Infine, pochi mesi fa, l’annuncio della corsa a sindaco di New York con una campagna elettorale innovativa, costruita tutta (o quasi) nei quartieri popolari, sostenuta da piccole donazioni e con una promessa che suona rivoluzionaria: trasformare la città più ricca ed esclusiva d’America in un luogo abitabile, accessibile, a misura d’uomo.
Nel giro di pochi mesi Mamdami ha portato al centro temi che erano completamente spariti dal dibattito pubblico: case accessibili per tutti, blocco degli affitti fuori controllo, trasporto pubblico gratuito, supermercati municipali per abbassare i prezzi dei beni essenziali, tassazione progressiva sui grandi patrimoni e sulle corporation, politiche ambientali radicali e sostenibili, scuole verdi e riduzione delle emissioni.
E, al tempo stesso, non ha mai avuto paura di chiamare quello che stava avvenendo a Gaza con il suo nome: “Genocidio”.
Uno così a sinistra a New York non si era mai visto.
Quella del 4 novembre si annuncia come una delle elezioni più importanti della storia recente americana perché potrebbe sancire, assieme al nuovo sindaco di New York, anche la nascita di un nuovo leader, uno che non urla e non divide, non odia, giovane, multietnico, musulmano, popolare e mai populista, socialista, progressista, radicale e, insieme, capace di parlare a tutte e a tutti.
Se gli Stati Uniti dei 7 milioni di “No Kings” hanno una speranza di liberare di nuovo l’America da Trump, quella speranza ha il volto e il nome di Zohran Kwame Mamdani.
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