Il buongiorno di Giulio Cavalli
Uno dei tanti motivi per cui non è stato raggiunto il quorum dei cinque quesiti referendari lo si ritrova a urne chiuse, mentre nei seggi non hanno ancora posato le matite.
A destra il partito del presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i suoi alleati, soprattutto i leghisti, esultano appropriandosi della vittoria. Curioso, sono gli stessi che lamentavano “un’eccessiva politicizzazione” del referendum. Ora si appuntano la stelletta. Hanno vinto a modo loro, senza mai stare nei contenuti, invitando i loro seguaci all’annichilimento degli strumenti democratici gonfi di revanscismo. Ma non è questo il motivo. Questo al massimo è il fastidio per una classe di governo che gode nel vedere i suoi cittadini esultare mentre si stringono il cappio al collo.
Nella simulata compagine che vorrebbe essere l’alternativa a questa maggioranza Carlo Calenda (pendolo sentimentale un po’ a destra e un po’ a sinistra) ne approfitta per demolire il cosiddetto campo largo. Matteo Renzi – che di referendum si era dichiarato politicamente ucciso prima di ripensarci – s’offre come rimedio al fallimento. Nel partito democratico la banda dei cosiddetti riformisti ne approfitta per scavare la fossa alla loro segretaria. Non riescono a trattenere la loro riprovevole abitudine di giocare all’ammazza segretaria anche sulla pelle delle persone e dei lavoratori. Qualcuno prova – male – a piegare i numeri per intravedere uno spiraglio di vittoria.
Come dice Ilaria Salis in politica non serve avere ragione, occorre avere forza delle proprie idee. E chi non è capace di apparire comunità con i suoi alleati e nel suo partito difficilmente può cementare abbastanza comunità tra i cittadini.
Daniele Previtali Quando Giorgia votava i referendum, difendeva gli elettori, e perfino il mare dalle trivellazioni! Incredibile quanti valori si possono avere e quante cose si possono fare all'opposizione...
"Come si cambia per non morire" canta oggi la Meloni che nel 2016 diceva l'esatto contrario di quel che dice oggi. Che disgustoso teatrino!!!
Mario Imbimbo.
Le analisi proveremo a farle a dati definitivi (e qualche idea sul perché la gente abbia disertato le urne, al di là dell'astensionismo organizzato, ce l'abbiamo già).
L'unico dato certo è che si tratta di una sconfitta pesante, soprattutto per chi già l'altro giorno parlava di "avvisi di sfratto" (contribuendo probabilmente a lasciare molta gente a casa), e mobilitava su un tema come la Palestina, dopo mesi di totale inazione.
Al di là dello sconforto, però, è proprio in momenti come questi che bisogna riprendere #AntonioGramsci, che col suo "ottimismo della volontà" ci ricordava che quando "tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all'opera, ricominciando dall'inizio".
#QualcosaDiSinistra



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