🔹 Serve per garantire trasparenza e il diritto alla difesa
🔹 Non implica colpevolezza
🔹 Può però provocare danni reputazionali, stress psicologico e incertezze per chi lo riceve
Alcune domande che dobbiamo porci
Forse non sarebbe meglio archiviare subito questo atto dovuto?
È giusto che chi agisce per proteggere venga trattato con gli stessi strumenti giuridici di chi ha commesso reati?
Come si può trovare un equilibrio tra legalità, responsabilità e tutela operativa?
Una normativa più chiara e specifica è possibile e necessaria?
🇮🇹 La voce del Presidente della Repubblica
Il Presidente Sergio Mattarella, che si è recato personalmente ad Ostuni per i funerali, ha espresso il suo cordoglio per la morte del brigadiere Legrottaglie, sottolineando la necessità di sostenere le forze dell’ordine e garantire loro le giuste tutele. Ha inoltre ribadito l’importanza di distinguere tra responsabilità giuridica e azioni di servizio svolte nel rispetto della legge, auspicando che le indagini siano rapide e rispettose della dignità di tutti gli operatori coinvolti.
La filosofia ci insegna che la giustizia non può esistere senza discernimento. Come sosteneva Platone, "la legge è utile quando tiene conto della realtà concreta". Quando uno Stato tratta allo stesso modo chi protegge la collettività e chi la minaccia, si rischia un'involuzione etica.
Simone Weil ci ricorda che "la giustizia è attenzione verso l'altro". L’attenzione verso chi rischia la vita per difendere gli altri è un dovere morale, oltre che istituzionale.
La sicurezza è un bene pubblico. E chi la garantisce non deve sentirsi solo o esposto. Serve un confronto serio, concreto, non ideologico, per ridisegnare il confine tra tutela dei diritti e garanzia del dovere.
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