venerdì 9 maggio 2025

... 9 maggio 1978 ...

«La decisione di far uccidere Moro non venne presa alla leggera. Ne discutemmo a lungo, perché a nessuno piace sacrificare delle vite. Ma Cossiga mantenne ferma la rotta e così arrivammo a una soluzione molto difficile, soprattutto per lui. Con la sua morte impedimmo a Berlinguer di arrivare al potere e di evitare così la destabilizzazione dell’Italia e dell’Europa». (Steve Pieczenik, consigliere di Stato USA in un’intervista del 2006 pubblicata in Francia dal giornalista Emmanuel Amara, nel libro Nous avons tué Aldo Moro.) «Il mio compito per il governo di Washington era di stabilizzare l’Italia in modo che la Dc non cedesse. La paura degli americani era che un cedimento della Dc avrebbe portato consenso al Pci, già vicino a ottenere la maggioranza. In situazioni normali, nonostante le tante crisi di governo, l’Italia era sempre stata saldamente in mano alla Dc. Ma adesso, con Moro che dava segni di cedimento, la situazione era a rischio. Venne pertanto presa la decisione di non trattare. Politicamente non c’era altra scelta. Questo però significa che Moro sarebbe stato giustiziato. Il fatto è che lui non era indispensabile ai fini della stabilità dell’Italia». (Steve Pieczenik, consigliere di Stato USA, 16 marzo 2001 dichiarazione rilasciata a Italy Daily) Il 9 maggio 1978, il cadavere di Moro fu ritrovato nel bagagliaio di una Renault 4 rossa parcheggiata a Roma in via Caetani, distante circa 150 metri sia da via delle Botteghe Oscure, sede nazionale del Partito Comunista Italiano, sia da Piazza del Gesù, sede nazionale della Democrazia Cristiana. Le mancate verità che determinarono la sua morte sono ancora oggi un macigno per la democrazia in Italia e la sua precaria sovranità nazionale. 
Chi si cela dietro quest'altra pagina vergognosa della storia italiana? Sempre loro: le stelle e strisce. Spudoratamente le stelle e strisce! 

T.me/GiuseppeSalamone Giuseppe Salamone Giuseppe Salamone II Ripudio del Conformismo
... in questa epoca disgraziata, dominata dalla mafia e insozzata dal ritorno del fascismo, non posso fare a meno di ripensare con rimpianto a questi uomini eccezionali!!
OGGI RICORDIAMO GIUSEPPE IMPASTATO, DETTO PEPPINO, GIOVANE MILITANTE COMUNISTA ASSASSINATO DALLA MAFIA LA NOTTE TRA L'8 E IL 9 MAGGIO 1978  

Giuseppe Impastato (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978) è stato un militante comunista, giornalista, nato in una famiglia mafiosa, che si è ribellato denunciando pubblicamente i crimini della mafia della sua zona e per questo è stato assassinato all'età di 30 anni nel 1978. Peppino fu cacciato di casa da ragazzo e avviò un'attività politico-culturale legata al territorio incentrata sui valori di sinistra e antimafia che lo accompagnerà per tutta la vita: - nel 1965 fondò il giornalino "L'idea socialista" - dal 1968 in poi partecipò come dirigente alle attività delle nuove formazioni comuniste a sinistra del PCI come "Il manifesto" Lotta Continua - nel 1976 costituì il gruppo "Musica e cultura" per coinvolgere i giovani del territorio in attività culturali quali cineforum, musica, teatro, dibattiti; - nel 1977 fondò Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui denunciò i crimini e gli affari dei mafiosi, in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti (definito sarcasticamente «Grande Capo Tano Seduto»); il programma più seguito era "Onda pazza a Mafiopoli", trasmissione satirica in cui Peppino sbeffeggiava mafiosi e politici. Nel 1978 si candidò nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali di Cinisi, ma venne assassinato durante la campagna elettorale nella notte tra l'8 e il 9 maggio da sicari inviati dal boss mafioso Gaetano Badalamenti, che inscenarono col suo cadavere un attentato, per distruggerne anche l'immagine, in cui la stessa vittima apparisse come suicida, ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia. Alle elezioni comunali di Cinisi fu votato comunque il suo nome: Peppino Impastato fu eletto nonostante il suo assassinio. La stampa e le istituzioni (forze dell'ordine e magistratura) parlarono di un atto terroristico, diffondendo la notizia per cui il terrorista sarebbe rimasto ucciso a seguito di un errore nella gestione dell'esplosivo. Il delitto avvenne in piena notte e fu offuscato mediaticamente dal ritrovamento del corpo di Aldo Moro assassinato dalle Brigate Rosse, proprio il 9 maggio 1978. 

 PEPPINO E' VIVO E LOTTA INSIEME A NOI, LE NOSTRE IDEE NON MORIRANNO MAI! 

#partigiani #ANPI #liberazione #memoria #storia #resistenza #antifascista #antifascismo #pace #sicilia #Costituzione #antimafia

Nessun commento:

Posta un commento